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Idee e passione: i segreti di Two Point Studios e dei suoi divertenti giochi
Two Point Studios festeggia dieci anni tra aneddoti, sguardo al futuro e passione per giochi gestionali umoristici, ampliando pubblico e idee.
Per celebrare le prime dieci candeline spente da Two Point Studios, abbiamo potuto fare una lunga chiacchierata in esclusiva con due tra gli elementi che hanno portato il fu team Indie fondato da Gary Carr, Mark Webley e Ben Hymers al successo. Uno è proprio Gary Carr, oggi Studio Director, e l'altra è Jo Koehler, Direttore operativo. Abbiamo parlato del passato, dei giochi gestionali, con una forte impronta umoristica, che hanno portato al successo Two Point, ma anche del futuro, e di cosa ci aspetta per il prossimo decennio. Abbiamo approfondito aneddoti, e francamente ora ci è più chiara la genesi di esperienze tanto divertenti e complete: una passione per il proprio lavoro e per la soddisfazione dei giocatori più che encomiabile.
Everyeye: Il surrealismo e l'umorismo sono da sempre due dei marchi di fabbrica più evidenti dei vostri gestionali. Mi chiedevo quindi come riuscite a trovare il perfetto bilanciamento tra questa comicità stravagante e la necessità di mantenere il gameplay profondo e strategicamente stimolante.Gary Carr (Studio Director): Credo che possiamo rispondere entrambi a questa domanda. Il "trucco" che cerchiamo di mettere in atto è quello di realizzare giochi gestionali profondi, ma capaci al contempo di attrarre utenti più casual proprio grazie all'umorismo. L'umorismo disinnesca la complessità del gioco e lo rende più accessibile.
Inoltre, è un tratto distintivo che ci caratterizza da molti anni, ancor prima della nascita di Two Point Studios; abbiamo sempre usato l'umorismo per dare il nostro tocco personale ai gestionali. Questo genere di giochi a volte può sembrare un po' noioso o pesante ad alcune persone, e noi cerchiamo di stravolgere questi argomenti per renderli decisamente più interessanti.Jo Koehler (Direttore operativo): Sì, e come team penso che ci venga molto naturale inserire questo tipo di ironia. Non ci prendiamo troppo sul serio, ci divertiamo molto a creare questi giochi e credo che questo rifletta le nostre personalità e la cultura stessa dello studio.Everyeye: Ecco, allora mi collegherei a un'altra questione che volevo porvi sul vostro ambiente di lavoro: è spensierato e divertente quanto i vostri titoli? Vi capita, ad esempio, di riunirvi con i dipendenti e trovare tutti insieme nuove battute o qualcosa di divertente da inserire nei giochi?Jo Koehler: Sì, in estrema sintesi coltivare una cultura sana per lo studio è incredibilmente importante per noi: sappiamo che sviluppatori felici faranno grandi giochi. Proprio in questi giorni stiamo tenendo il nostro incontro trimestrale: tutti vengono in studio, passiamo due giorni insieme a mangiare, bere, chiacchierare e fare riunioni e workshop. Ci divertiamo molto, riceviamo ottimi feedback ed è un modo per celebrare noi stessi, fare presentazioni e condividere tutta la gioia che ci arriva dai nostri giocatori. Abbiamo lavorato sodo su questa cultura e siamo davvero orgogliosi di ciò che abbiamo costruito.Gary Carr: Non molto tempo fa eravamo uno studio indipendente, che ha avuto successo molto velocemente e prima di quanto immaginassimo. Quindi, quando abbiamo stretto la nostra prima partnership con SEGA, e va dato credito a SEGA, non ci hanno cambiato, ci hanno detto: "Continuate a fare quello che state facendo", per noi era davvero importante continuare a sentirci uno studio indipendente in grado di controllare la propria crescita e determinare la propria direzione. Io, Jo e gli altri membri del team di leadership gestiamo tutto questo mantenendo viva quella cultura in cui ognuno sente di contribuire alla creazione dei giochi. Non c'è una direzione rigida che cala dall'alto, tendiamo ad avere un approccio molto collaborativo.Everyeye: Quindi, dal punto di vista creativo, vi sentite ancora legati a una filosofia quasi "indie", fatta di creatività e libertà?Jo Koehler: Assolutamente sì, e SEGA