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Instant Sports 2 è il party game che non sapevamo di non volere
Ci sono due momenti dell'anno in cui i videogiochi più leggeri riescono a trovare il loro habitat naturale. Il primo è senz'altro l'inverno, no? Il freddo è un ottimo pretesto per rimanere a casa a giocare ai party game.
L'altro momento prolifico per i giochi leggeri, poi, è l'estate. Fa caldo, si ha voglia di qualcosa di poco impegnativo, magari da giocare sul divano con la famiglia o gli amici dopo una giornata al mare. Magari proprio un party game, un genere che, proprio per sua natura, può permettersi di essere molto più leggero rispetto a qualsiasi altra produzione.
Perché in un party game il gioco stesso, a volte, è un timido collante, un riempitivo. Quello che conta è trovare le persone giuste e stare insieme, ridere, sbellicarsi e, possibilmente, creare situazioni talmente assurde da rendere divertente anche un prodotto mediocre. Oggi vi parliamo di uno di quei giochi, cioè Instant Sports 2.
Il primo Instant Sports era, in sostanza, un tentativo low budget di replicare la formula di Wii Sports. Sei discipline sportive, tutte molto semplificate, controlli ridotti all'osso ed un prezzo contenuto. Non era un gioco particolarmente ben fatto, eppure riuscì a trovare il proprio pubblico con ben 1,5 milioni di copie vendute. Sono tante, e spiegano perfettamente perché Maximum Entertainment abbia deciso di finanziare un sequel.
Instant Sports 2 passa da sei a dieci sport, introduce un hub centrale esplorabile attraverso il proprio avatar e aggiunge un sistema di progressione che permette di ottenere dei biglietti con cui acquistare nuovi elementi di personalizzazione.
Ogni giocatore può creare il proprio avatar, modificarne l'aspetto e costruire un personaggio attraverso vestiti e accessori che vengono poi salvati sulla console.
Può sembrare una banalità, ma in un party game è un elemento nevralgico, come del resto lo era in Wii Sports con i Mii.
Pensiamo a titoli come Mario Party: spesso scegliamo semplicemente uno dei personaggi disponibili e quello rimane il nostro alter ego per tutta la partita. Qui, invece, ogni partecipante può costruirsi il proprio personaggio e renderlo riconoscibile, anche e soprattutto sbloccando i nuovi costumi.
Per la cronaca, è possibile giocare in locale fino a quattro giocatori, tenendo conto che alcuni minigiochi si svolgono a turni, e che manca del tutto una componente online.
Il gioco ci mette all'interno di una sorta di parco divertimenti, nel quale possiamo muovere liberamente il nostro avatar e raggiungere le diverse attrazioni. Possiamo scegliere di esplorare il parco e decidere direttamente quale attività affrontare, oppure, se non abbiamo voglia di passeggiare, limitarci a selezionare il minigioco dal menu.