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Google lancia il suo primo tracker per chiavi e valigie: ecco come funziona
Google ha presentato il suo primo tracker Bluetooth di nuova generazione, il Pixel Tag, pensato per tenere sotto controllo chiavi, portafoglio e bagagli. Non è certo il primo dispositivo di questo tipo sul mercato, ma arriva con alle spalle la rete Find Hub e oltre un miliardo di dispositivi Android pronti a dare una mano in caso di smarrimento. Tra materiali resistenti, batteria che dura un anno e funzioni pensate per proteggere la privacy di chi lo usa (e anche di chi gli sta vicino), il Pixel Tag prova a mettere ordine in un segmento dove la concorrenza non manca. Vediamo nel dettaglio come funziona, cosa lo differenzia e quanto costerà.
Inoltre, vi ricordiamo che sono stati lanciati anche i nuovi smartphone della famiglia Pixel 11 e lo smartwatch Pixel Watch 5.
Abbiamo provato con mano il nuovo Pixel Tag e ve lo mostriamo da vicino nel video breve che trovate in basso.
Google descrive il Pixel Tag come un dispositivo resistente, e i materiali scelti sembrano confermarlo: la scocca è in acciaio inossidabile, pensata per resistere a flessioni e crepe. A questo si aggiunge la certificazione IP67, che garantisce protezione da acqua e polvere.
Chi tiene le chiavi in tasca insieme a monete e altri oggetti apprezzerà probabilmente questa scelta, visto che i tracker più economici tendono a graffiarsi o a incrinarsi con facilità.
Va detto però che la certificazione IP67, per stessa ammissione di Google, non è una condizione permanente: si riduce con l'usura e non protegge da cadute o urti ripetuti.
Il Pixel Tag integra anche un piccolo altoparlante, utile per farlo squillare quando non si ricorda dove sia finito. La funzione interessante è che vale anche al contrario: sul tag c'è un pulsante che permette di far squillare il telefono, comodo per chi perde più spesso lo smartphone che le chiavi.
Sul fronte energetico, Google promette una batteria sostituibile con una durata fino a un anno di utilizzo. Il dato è dichiarato sulla base di un uso medio quotidiano che include riproduzione di suoni e localizzazione di precisione, quindi un utilizzo più intenso potrebbe accorciare questa stima.
La configurazione iniziale sembra pensata per essere rapida: basta tirare la linguetta della batteria e avvicinare il tag a uno smartphone Android con versione 9 o superiore, sfruttando il Fast Pair.
Da lì si può assegnare un nome all'oggetto scegliendo una categoria oppure digitando un'etichetta personalizzata direttamente nell'app Find Hub.