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Cyberattacchi di Stato: gli USA possono aggredire obiettivi esteri
Rischia di passare in secondo piano quella che è una notizia dalle ripercussioni potenzialmente enormi su scala internazionale. Un comunicato pubblicato dalla Casa Bianca ufficializza la firma di un memorandum, da parte di Donald Trump, che di fatto autorizza il Governo degli Stati Uniti a collaborare con aziende private per condurre cyberattacchi contro obiettivi esteri.
Il coinvolgimento delle istituzioni nelle violazioni informatiche non è certo una cosa nuova. Non era però mai accaduto di vedere un documento che lo prevedesse in modo esplicito. È una pratica di cui abbiamo scritto molte volte anche su queste pagine. Solitamente, azioni simili sono attribuite a gruppi criminali spalleggiati dalle autorità di Paesi come Russia e Corea del Nord.
Gli USA si pongono così nella condizione di poter perpetrare attacchi se giustificati da esigenze legate alla sicurezza nazionale, concetto più che mai labile. Possono essere condotti direttamente oppure supervisionati, come già sottolineato in collaborazione con aziende private. Non sono stati resi noti i nomi delle società che potrebbero essere coinvolte.
La firma del memorandum porterà all’istituzione di un nuovo programma interno al Dipartimento per la Sicurezza Interna, in coordinamento con il Dipartimento della Giustizia. Il documento sancisce che i partner potranno inoltre condurre operazioni di sorveglianza contro organizzazioni criminali transnazionali straniere che operano nel settore informatico. Anche in questo caso, a fare la differenza saranno i criteri analizzati per inserire nell’elenco le realtà da colpire o da attenzionare.
Sono del tutto legittimi i timori e le perplessità sollevati da una decisione di questo tipo, soprattutto considerato il contesto attuale, interno agli Stati Uniti e su scala globale. Dopo quanto accaduto nell’ultimo anno con l’azione dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), una parte dell’opinione pubblica ritiene che un’iniziativa simile possa tradursi in un maggiore controllo e in una compressione dei diritti civili.