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Missione NASA Dragonfly: test superati, si passa all'integrazione
La fusoliera di volo di Dragonfly, la missione della NASA destinata a Titano, ha superato le principali prove strutturali ed è entrata il 1° luglio 2026 nella fase di integrazione al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory. Il passaggio è avvenuto dopo circa un mese di test e con due giorni di anticipo sul programma. I tecnici stanno ora trasformando la struttura primaria, lunga quasi 4 metri e pesante poco più di 104 chilogrammi, nel velivolo a otto rotori grande quanto un’automobile che esplorerà la superficie del satellite.
Per misurare come le sollecitazioni si distribuiscono nella scocca, la fusoliera è stata sospesa tramite cavi elastici e sottoposta a vibrazioni nei punti in cui saranno installati i rotori. Gli ingegneri hanno così rilevato la propagazione delle oscillazioni attraverso la struttura. Una seconda serie di prove ha esaminato il comportamento del veicolo appoggiato sui pattini, mentre un controllo separato ha verificato la tenuta della scocca pressurizzata. Il superamento di questi passaggi ha chiuso la campagna strutturale principale.
Nella nuova fase di assemblaggio, il team ha iniziato a installare paratie di volo, cablaggi, cavi e connettori. Seguiranno avionica, unità elettroniche e strumenti scientifici. A maggio era già stata integrata l’antenna ad alto guadagno da 87,4 centimetri, collocata su un braccio motorizzato: il sistema consentirà di ripiegarla prima dei voli e di riportarla nella posizione operativa quando servirà per le comunicazioni.
Il progetto sfrutta due caratteristiche di Titano particolarmente favorevoli al volo: l’atmosfera in superficie è circa quattro volte più densa di quella terrestre, mentre la gravità equivale approssimativamente al 14% di quella della Terra. Un calcolo aerodinamico idealizzato indica che l’hovering potrebbe richiedere circa 40 volte meno potenza rispetto alle stesse condizioni terrestri. La cifra riguarda solo il sostentamento in un modello semplificato e non rappresenta il consumo elettrico complessivo della sonda, che dovrà alimentare anche strumenti, avionica, riscaldamento e comunicazioni.
L’energia sarà prodotta da un generatore termoelettrico a radioisotopi MMRTG, incaricato di fornire elettricità e calore durante la missione. Batterie ricaricabili copriranno invece i picchi di potenza richiesti dai rotori. Dragonfly userà questa capacità di spostamento per raggiungere decine di località e studiare chimica prebiotica, composizione della superficie, geologia e meteorologia. La missione non è progettata come ricerca diretta di forme di vita.
Il lancio è pianificato non prima di luglio 2028 con un SpaceX Falcon Heavy dal Kennedy Space Center. L’arrivo su Titano è previsto alla fine del 2034, dopo un viaggio di circa sei anni e mezzo. La missione Dragonfly dovrebbe quindi operare sulla superficie per circa 3,3 anni nella sua fase nominale, alternando le attività scientifiche ai voli verso i siti selezionati.
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