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Koenigsegg CCGT1: rispolverato il mito del 2007 con una belva da 1.600 CV
Svelata la nuova Koenigsegg CCGT1: omaggio al mito del 2007 con V8 fino a 1.600 CV, aerodinamica da gara, cambio KSS e l'inedito Track Package ufficiale.
Nel mondo dei motori esistono storie interrotte sul più bello, capaci però di lasciare un’eredità indelebile. Nel 2007, il programma da corsa CCGT del costruttore svedese Koenigsegg nacque per dominare la categoria endurance GT1, ma un improvviso cambio di regolamento congelò il progetto prima ancora che la vettura potesse muovere un solo passo in gara.
Oggi, mentre quella leggendaria auto d’epoca ha finalmente ottenuto l’omologazione per correre nei campionati storici, la casa di Ängelholm celebra questo nuovo capitolo svelando la CCGT1. Pensata come un tributo moderno a quel sogno incompiuto, la nuova megacar nasce per offrire emozioni viscerali sia su strada sia in pista, portando in dote il primo pacchetto da tracciato sviluppato direttamente dalla fabbrica.
La CCGT1 condivide l’impostazione di partenza con la CC850, ma quasi ogni elemento della carrozzeria è stato ridisegnato: gli unici dettagli ripresi senza modifiche sono le portiere e il tettuccio rigido asportabile. Il design esterno si fa notare subito per le inedite ruote in fibra di carbonio Aircore a tre razze, tra le più leggere mai prodotte dal marchio, e per un’aerodinamica profondamente rivista che garantisce carico costante e raffreddamento ottimale anche durante i turni più stressanti in circuito.
Il tratto distintivo più imponente della CCGT1 è l’enorme ala posteriore attiva, chiara citazione della CCGT originale. Capace di inclinarsi fino a 30 gradi, il profilo alare passa in autonomia dalla configurazione da rettilineo a basso attrito a quella da aerofreno nelle staccate più violente, per poi impostarsi sul massimo carico a centro curva. Sotto la guida dell’ingegnere aerodinamico Andreas Tjernberg Persson, la vera sfida è stata bilanciare questa spinta al posteriore.
Per farlo, un imponente splitter anteriore e i flap attivi del sottoscocca lavorano in sintonia con un fondo scolpito e condotti specifici che generano vortici a bassa pressione, affiancati da un diffusore posteriore su misura. L’intero pavimento dell’auto agisce come un’ala rovesciata e genera la maggior parte dei circa 800 chilogrammi di deportanza disponibili a 250 km/h.
La vettura si posiziona così, per carico di picco, esattamente tra la Jesko Attack e la Sadair’s Spear, garantendo un’aderenza straordinariamente sfruttabile fin dalle basse velocità per poi scaricare la resistenza sui rettilinei senza sovraccaricare le gomme.
Sotto il cofano spinge il collaudato V8 biturbo Koenigsegg, capace di erogare 1.280 cavalli con la normale benzina da distributore e ben 1.600 cavalli alimentandosi a bioetanolo E85, gestito da una centralina proprietaria in grado di miscelare automaticamente qualsiasi percentuale di carburante. L’ingresso d’aria integrato sul tetto alimenta direttamente un radiatore dell’olio maggiorato e un sistema di raffreddamento dedicato agli ammortizzatori, consentendo performance costanti nel tempo.
Per la trasmissione, l’innovativo cambio Light Speed Transmission (LST) si abbina a un’interfaccia tutta nuova chiamata Koenigsegg Sequential Shift (KSS). Il sistema mette a disposizione una leva sequenziale posizionata a pochi centimetri dal volante, abbinata a un pedale della frizione da premere unicamente alla partenza; le cambiate successive avvengono a frizione chiusa grazie al taglio automatico dell’accensione, replicando fedelmente le sensazioni della vettura da corsa del 2007.
Davanti al selettore spicca un rotore a quattro posizioni denominato ASMR, con cui impostare le modalità Auto, Sequential, Manual e Reverse. Per chi desidera l’esperienza manuale pura resta disponibile l’opzione del sistema Engage Shift System (ESS) a sei marce con griglia a vista, ereditato dalla CC850, oltre alla modalità automatica a nove rapporti per il traffico di tutti i giorni.