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Recensione Dreame SF25: il dispositivo che trasforma gli avanzi in polvere secca senza odore
Chi convive con la raccolta differenziata porta a porta conosce bene il problema: il sacchetto dell'umido che va conservato in casa per giorni, l'odore che si diffonde in cucina, il rischio che si rompa per l'umidità del cibo proprio mentre lo si porta fuori. Il Dreame SF25 nasce per risolvere anche questo problema, trasformando gli scarti alimentari in un residuo secco e compostabile attraverso un processo automatico di triturazione ed essiccazione. Dopo mesi di utilizzo quotidiano, il giudizio è positivo, ma con alcune sfumature da conoscere prima dell'acquisto.
Il SF25 ha un design minimalista, in una colorazione che oscilla tra il crema e il beige chiaro. Non è però un prodotto compatto da posizionare ovunque. Sul fronte c'è una piastra in vetro che dà un tocco di eleganza non scontato per questa categoria di prodotto, mentre sulla parte superiore una finestra trasparente permette di monitorare il processo di lavorazione senza dover aprire lo sportello.
Le dimensioni sono 19,4 cm di larghezza per 30,5 cm di altezza (37,7 cm la profondità), pensate per stare anche in cucine non enormi. Detto questo, resta comunque un elettrodomestico ingombrante per gli standard delle cucine medie italiane, e va messo in conto uno spazio dedicato sul piano di lavoro o in un angolo libero.
Il pannello di controllo è essenziale: un tasto di accensione, uno di avvio che attiva trita e essiccazione, uno per il ciclo di pulizia, e un tasto dedicato che apre lo sportello del vano con un solo click.
Per cambiare lingua basta tenere premuti contemporaneamente accensione e avvio, con l'italiano disponibile tra le opzioni.
Il contenitore interno è in acciaio da 2,5 litri, con una lama tripla sul fondo e un gancio rompi blocco che aiuta a frantumare gli accumuli più compatti. Il manico del contenitore è gommato, un dettaglio che si apprezza quando lo si estrae più volte al giorno.
L'uso quotidiano è semplice: si raccolgono gli scarti alimentari nel contenitore interno durante la giornata, e quando è pieno (per una famiglia di tre persone il riempimento richiede circa una un paio di pasti fra pranzo e cena) si avvia il ciclo premendo il tasto dedicato.
Il dispositivo trita prima il contenuto con il sistema a tripla lama, poi lo essicca riscaldando fino a temperature elevate per eliminare batteri e odori, infine raffredda automaticamente il risultato.
La durata dichiarata del ciclo fino a 6 ore, ma è un tetto massimo: un sensore intelligente monitora il processo e ricalcola costantemente il tempo restante, fermandosi prima se rileva che il lavoro è completato. Al termine, il display mostra la temperatura interna del residuo per avvisare se è ancora caldo, e lo schermo si spegne automaticamente quando è completamente raffreddato.
Il risultato finale è una polvere secca, più o meno fine in base al tipo di cibo tritato, completamente priva di odore. La riduzione di volume è impressionante e coerente con il 90% dichiarato da Dreame: quello che riempiva il secchiello diventa una manciata di residuo secco. Questo residuo può essere usato come fertilizzante mescolato al terreno, oppure semplicemente gettato nel secco indifferenziato, occupando una frazione minima dello spazio originale.