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Il pm Prato indaga l'agente che ha sparato: 'Il fermato non poteva scappare'
E' indagato per tentato omicidio l'agente della penitenziaria che domenica ha sparato al pronto soccorso di Prato tre volte con la pistola d'ordinanza, colpendo a una gamba, con un solo proiettile, un 22enne del Marocco mentre tentava di fuggire dalla zona ambulanze. L'agente, in servizio da 18 mesi, non era da solo a scortare l'arrestato per le cure. C'erano "due agenti penitenziari - ricostruisce il procuratore Luca Tescaroli -, mentre il 22enne cercava di scappare ammanettato all'interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire", "hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, con uno l'ha colpito". Di qui l'accusa contro il giovane agente di custodia di Benevento: secondo Tescaroli ha sparato in un luogo da dove l'arrestato non poteva ormai fuggire. "I filmati acquisiti mostrano la dinamica dei fatti", ha detto il procuratore.
Non ci sta il ministro Matteo Salvini: "Totale sostegno all'agente - dice - Altro che 'tentato omicidio': ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene". "Si applichi la nuova normativa", invoca il difensore di fiducia, avvocato Vittorio Luigi Fucci, richiamando "una evidente causa di giustificazione della condotta solerte del mio assistito". Il legale chiede di applicare il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l'art. 335 del codice di procedura penale, laddove si prevede l'annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l'iscrizione automatica nel registro degli indagati quando l'atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione "come nel caso di specie". L'agente è stato interrogato dal pm nel pomeriggio. Sul caso intervengono anche i sindacati di polizia. Per il Sappe il ragazzo marocchino ha aggredito e ferito i due agenti per scappare, a uno fratturandogli una mano con lo stesso estintore con cui aveva scatenato il parapiglia fra pazienti e sanitari. Dice il segretario per la Toscana, Francesco Oliviero: il 22enne "pur coi polsi bloccati dalle ammanettature, ha impugnato un estintore, ha spruzzato l'estinguente e si è scagliato con violenza cieca contro gli agenti, tirando l'estintore addosso a loro. E' un'aggressione pesante: due poliziotti feriti, uno con frattura della mano con prognosi di 30 giorni, mentre per l'altro i giorni sono 10". La fuga è proseguita verso l'area di arrivo delle ambulanze. "Qui sono stati esplosi tre colpi d'arma da fuoco, e il terzo ha raggiunto il fuggitivo a una gamba, immobilizzandolo - conclude Oliviero - È un miracolo che non ci siano state conseguenze drammatiche o vittime tra sanitari e cittadini".
Il 22enne, ex detenuto, era stato arrestato un'ora prima insieme a due complici fuori dal carcere: lui era quello che lanciava a mano plichi di droga (600 grammi di hashish totali) e cellulari (due) oltre il perimetro. Dentro un detenuto (poi arrestato) raccoglieva le consegne illegali. Nel fermo il 22enne si è ferito e gli agenti lo hanno portato al pronto soccorso per le cure. Quando stavano per dimetterlo, ha cercato di fuggire puntando alla zona ambulanze per arrivare all'esterno dell'ospedale.