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Gli incendi boschivi potrebbero essere fermati con gli infrasuoni
Tutto il mondo ha seguito in tempo reale l’avanzare del fuoco che ha devastato e sta devastando diverse aree della terra, tanto in Spagna quanto in Italia, con conseguenze al pianeta e alle persone, infrastrutture e abitazioni incluse. E se gli incendi boschivi si potessero fermare rapidamente grazie agli infrasuoni? Questa è la scoperta frutto di vecchie scoperte e nuove ricerche condotte da alcuni ricercatori.
Nel 2024, un team di ricercatori, guidato da scienziati della Boise State University, sul Journal of Applied Acoustics, ha pubblicato i risultati di uno studio che dimostrava come ascoltare lo “sbuffo” di un incendio potrebbe fornire segnali fondamentali per la rilevazione precoce degli incendi boschivi. Come indicato nello studio, il principale vantaggio è che questo tipo di rilevamento non si basa sulla visibilità diretta, quando potrebbe essere già troppo tardi.
Gli autori dichiararono: “Le nostre registrazioni di incendi di cumuli di materiale si estendono da una frequenza di emissione sonora di circa 1,0-1,3 Hz fino alla banda udibile a bassa frequenza. Questo risultato di sorveglianza a distanza è incoraggiante perché prevediamo che incendi più grandi e più intensi saranno rilevabili a distanze molto maggiori, consentendo lo sviluppo degli infrasuoni come efficace strumento di telerilevamento da terra“.
Dopo circa due anni, un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, ha ampliato le precedenti scoperte testando il rilevamento degli infrasuoni sugli incendi boschivi di grandi dimensioni. Il vantaggio? “Questo nuovo approccio al monitoraggio degli incendi è in grado di rilevare incendi di dimensioni più ampie, non dipende da tecniche di rilevamento a vista e non interferisce con le operazioni di spegnimento“, hanno spiegato gli autori.
In questo incendio di bassa intensità in un pascolo, abbiamo rilevato infrasuoni fino a circa 2 km di distanza dalle fiamme che li hanno generati. Gruppi di sensori, denominati array di infrasuoni, sono stati in grado di identificare la direzione dell’incendio e di tracciarne la progressione.
“Queste informazioni cruciali, rilevabili anche in caso di incendi di lieve entità – hanno concluso i ricercatori – possono contribuire al monitoraggio degli incendi boschivi e fornire dati su un’ampia gamma di scale temporali e spaziali“.
Nondimeno, Jake Anderson, geofisico della BSU e autore principale dello studio, ha anche precisato: “Se c’è molto vento, potrebbero crearsi ogni sorta di problema. A lungo termine, la soluzione ideale sarebbe una tecnologia che possa essere installata dagli stessi vigili del fuoco“.