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L'AI fa rincarare anche la vecchia DDR2 fino al 60%
La corsa ai server per l'intelligenza artificiale sta producendo un effetto inatteso anche sulle memorie più vecchie: i prezzi della DDR2 sono aumentati fino al 60%, pur trattandosi di una tecnologia ormai lontana dai PC moderni. Il dato conta perché mostra quanto la pressione sulla filiera della DRAM non sia più confinata ai componenti di fascia alta, ma stia scendendo a cascata sulle generazioni precedenti ancora usate in dispositivi industriali e embedded.
Il meccanismo è indiretto. I grandi produttori hanno spostato sempre più wafer verso memorie per server, moduli ad alta densità e componenti destinati all'IA, riducendo lo spazio produttivo per le memorie mature. Samsung, SK hynix e Micron hanno privilegiato segmenti più redditizi, in particolare la memoria HBM e la DRAM server, lasciando meno capacità disponibile per prodotti meno recenti.
Quando la disponibilità di DDR4 si è ridotta, diversi OEM e ODM hanno iniziato a ripiegare su progetti basati su DDR3. A loro volta, alcuni design DDR3 sono stati adattati alla DDR2, creando una catena di sostituzioni al ribasso. È lo stesso tipo di pressione che, in ambiti diversi, rende più visibili le debolezze della filiera tecnologica, dalla componentistica fisica fino alla sicurezza del software, come emerso anche nei recenti problemi di supply chain legati a GitHub.
Secondo le stime di mercato citate nel settore, i prezzi della DDR2 potrebbero crescere di un ulteriore 40% nel terzo trimestre. Non si tratta quindi di un singolo aggiustamento, ma di una tendenza che prosegue dopo rincari già osservati nei mesi precedenti, quando DDR2 e DDR3 erano salite del 20-40% in un solo mese.
La situazione è complicata dal fatto che i fornitori rimasti sono pochi. Winbond sta riducendo gradualmente la produzione di DDR2 per destinare più capacità a DDR3, DDR4 e LPDDR4, dove i margini sono superiori. ESMT, al contrario, sta concentrando più wafer sulla DDR2 tramite il partner produttivo PSMC, cercando di intercettare la domanda lasciata scoperta.
Il problema è che questa compensazione non avviene in tempi brevi. La capacità aggiuntiva richiede migrazioni di processo lente, mentre gli ordini si stanno già spostando verso il basso dalla DDR4. Anche fornitori taiwanesi come Nanya faticano a sostenere il volume della domanda, e la riduzione dell'offerta da parte di Winbond potrebbe pesare più rapidamente di quanto ESMT riesca a recuperare.
Per gli utenti PC il rincaro della DDR2 non avrà conseguenze dirette, perché questa memoria non viene più usata nei sistemi consumer recenti. L'impatto riguarda piuttosto networking, controller industriali, elettronica automotive, apparati embedded e dispositivi a ciclo di vita lungo, dove cambiare piattaforma richiede nuove qualifiche, test e costi spesso superiori al semplice aumento del prezzo dei chip.
Il segnale più importante è quindi di mercato: la domanda dei data center AI sta riscrivendo le priorità produttive anche per componenti apparentemente superati. Senza nuova capacità significativa prima della parte finale del 2027 nello scenario migliore, la pressione sulla memoria rischia di restare un problema strutturale per tutta la filiera.