// MACITYNET — MONDO
Quando il chatbot gioca al legislatore: il naufragio delle leggi firmate dall’IA
Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato
La sede ufficiale dei due rami del Congresso degli Stati Uniti d’America sta affrontando un problema del tutto nuovo: un numero crescente di parlamentari sfrutta i chatbot per redigere proposte di legge. Secondo un recente report, l’Ufficio dei Consulenti Legislativi della Camera degli Stati Uniti è letteralmente sommerso da progetti di legge generati dall’IA ma questi testi sono pieni zeppi di errori di negligenza. Anziché velocizzare i lavori, questa nuova abitudine sta costringendo i giuristi a fare gli straordinari per correggere bozze fatte male.
Sempre più uffici del Congresso utilizzano chatbot generici come ChatGPT e Claude per redigere proposte legislative. Se da un lato questo potrebbe sembrare un’ottima scorciatoia, chi deve poi revisionare questi documenti non ne è affatto entusiasta. I legali dell’Ufficio dei Consulenti Legislativi fanno sapere di essere costretti da passare molto più tempo aper sistemare le bozze generate dalle macchine di quanto ne impiegherebbero a scrivere i testi di legge da zero.
I problemi sono legati a piccoli dettagli che però possono fare differenza nella stesura delle leggi. Gli strumenti di intelligenza artificiale spesso ignorano sfumature fondamentali: un chatbot, ad esempio, potrebbe non cogliere la differenza tra un credito d’imposta, una deduzione fiscale o un semplice contributo finanziario.
Potrebbe inoltre usare il termine “stato” in un modo che finisce per escludere involontariamente Washington DC e popolazioni indigene. Come se non bastasse, i legali stanno scovando nel testo riferimenti del tutto inventati o errati a leggi precedenti.
La crescente dipendenza dalla tecnologia sta creando un altro problema serio: quando gli assistenti parlamentari si affidano a un programma di intelligenza artificiale per fare il lavoro più pesante, non approfondiscono le questioni come facevano prima. Poiché è un computer a sfornare il testo al posto loro, gli autori di queste proposte di legge fanno spesso fatica a spiegare chiaramente gli effettivi obiettivi delle norme che cercano di far approvare.
Per far fronte a questo caotico carico di lavoro, l’ufficio legale sta – ironia della sorta – lavorando allo sviluppo di un software specializzato. È stato infatti creato uno strumento personalizzato che aiuta a visualizzare in che modo una nuova proposta andrà effettivamente a modificare norme vigenti. A differenza di un comune chatbot, questo programma su misura si limita a restituire un messaggio di errore nel caso in cui riscontri incongruenze, impedendo così che astruse ‘allucinazioni’ vadano a finire nel testo di legge definitivo.
Intanto che