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GIMP è tornato: disponibile per i Linux moderni con Flatpak
GIMP 0.54.1 è tornato a funzionare sui moderni sistemi Linux x86-64 grazie a un bundle Flatpak reso pubblico il 20 giugno 2026. È importante correggere la cronologia: il 22 giugno, alle 20:25 UTC, arrivò la successiva segnalazione di LWN, non la prima disponibilità. Il risultato resta notevole: non è una ricostruzione dell’interfaccia, ma il vero ramo Motif del 1996 rimesso in condizione di avviarsi oggi.
Il recupero parte dal sorgente conservato gimp-0.54.1.fixed.tar.gz, un archivio di appena 361 K registrato il 19 marzo 2020. Per renderlo compatibile sono state applicate 11 patch, dedicate alle toolchain attuali, a libpng 1.6, alle differenze LP64 dei sistemi a 64 bit, a un buffer overrun e ai percorsi imposti dal sandbox Flatpak.
Al debutto era documentata la build 0.54.1-8, mentre la pagina del progetto offre ora la 0.54.1-13. Il pacchetto è un progetto indipendente e amatoriale, distribuito come bundle autonomo: non è una versione ufficiale del GIMP moderno e non cerca di diventarlo.
Sui desktop Wayland la vecchia interfaccia Motif/X11 viene eseguita attraverso XWayland: non si tratta quindi di un’applicazione Wayland nativa. Il Flatpak include dipendenze moderne, ma lo strumento Testo conserva un vincolo del suo tempo e può richiedere l’installazione separata dei vecchi font core di X11.
Una volta avviato, ci si trova davanti a un editor raster beta capace di lavorare alle profondità di 8, 15, 16 e 24 bit. Non possiede livelli né maschere di livello, ma offre selezioni, trasformazioni, strumenti di pittura, filtri, annullamenti multipli e un sistema di plug-in. È abbastanza completo da essere usato davvero, purché lo si giudichi per ciò che era nel 1996.
Spencer Kimball e Peter Mattis iniziarono GIMP mentre erano studenti alla University of California, Berkeley. Il 16 luglio 1995 Mattis descrisse pubblicamente l’architettura a plug-in di un programma ancora non annunciato; il 29 luglio chiese nei newsgroup quali funzioni e formati dovesse offrire uno strumento di manipolazione delle immagini simile a Photoshop.
La prima beta pubblica del General Image Manipulation Program fu annunciata il 21 novembre 1995. Il 15 febbraio 1996 arrivò GIMP 0.54, distribuito come sorgente e attraverso binari precompilati per sistemi HP, Sun, SGI e Linux a.out. La denominazione beta non era prudenza formale: descriveva un programma ancora in rapida trasformazione.
La configurazione originale richiedeva X11 R5 o R6, l’estensione X Shared Memory e Motif 1.2 o successivo. Il codice era stato provato su quattro sistemi operativi: Linux 1.2.13, Solaris 2.4, HP-UX 9.05 e SGI IRIX. Il Flatpak colma dunque una distanza tecnica precisa, fatta di librerie, architetture e ambienti grafici profondamente diversi.
L’annuncio della 0.54 elencava il supporto per GIF, JPEG, PNG, TIFF e XPM, mentre il changelog aggiungeva TGA e PNM. I livelli ancora non c’erano: Kimball e Mattis decisero di introdurli dopo aver provato Photoshop 3.0 durante le vacanze di Natale. Il sistema di plug-in, al contrario, apparteneva già all’architettura originaria.
GIMP 0.54.1 fu l’ultima versione basata su Motif, allora proprietario e di ostacolo sia alla distribuzione efficiente sia alla partecipazione degli sviluppatori. Nel luglio 1996 la serie 0.60 lo sostituì con GTK e GDK, toolkit creati inizialmente proprio per GIMP. Questa versione recuperata conserva quindi il momento immediatamente precedente a quella svolta.