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NVIDIA rafforza l'AI europea con 35 nuovi supercomputer
NVIDIA ha annunciato una nuova ondata di 35 supercomputer AI HPC in sviluppo in Europa, un passaggio rilevante perché amplia l’accesso a infrastrutture di calcolo avanzato per oltre 3 milioni di ricercatori. L’obiettivo è sostenere ricerca scientifica, industria e sviluppo di modelli di intelligenza artificiale su scala continentale, con sistemi pensati per addestramento, simulazione, inferenza e workflow agentici.
La società presenta questa espansione come la più ampia crescita annuale europea nel settore dei supercomputer. I sistemi saranno distribuiti tra centri nazionali di supercalcolo, università, istituti di ricerca e AI factory, con ambiti applicativi che vanno dal clima alla sanità, dalla decarbonizzazione al quantum computing, fino alla scienza fondamentale.
Il cuore tecnico dell’iniziativa è composto principalmente dalle piattaforme NVIDIA Blackwell e NVIDIA Hopper, già al centro di gran parte della nuova infrastruttura europea per l’AI. NVIDIA indica 800 AI exaflops distribuiti o annunciati in Europa dall’anno scorso, un numero che dà la misura del salto in avanti rispetto al tradizionale supercalcolo orientato solo alla simulazione numerica.
La strategia non riguarda soltanto le GPU. L’approccio è quello di una piattaforma full-stack AI, con rete NVIDIA Quantum InfiniBand, librerie CUDA-X, microservizi NIM e software AI Enterprise. È la stessa logica emersa anche nelle novità presentate da Jensen Huang al Computex: non vendere singoli acceleratori, ma un ecosistema completo per costruire e gestire infrastrutture AI complesse.
Tra i progetti citati ci sono l’upgrade AI di MareNostrum5 al Barcelona Supercomputing Center, Blue Swan in Baviera, IT4LIA, HammerHAI dello High-Performance Computing Center Stuttgart e Mimer EuroHPC AI Factory in Svezia. Sono nomi diversi, ma il filo comune è chiaro: mettere capacità di calcolo accelerato nelle mani di comunità scientifiche e industriali che lavorano su modelli, simulazioni e dataset sempre più pesanti.
Nel caso di MareNostrum5, l’aggiornamento punta a fornire strumenti per affrontare problemi come modellazione climatica e ricerca biomedica. Blue Swan, invece, è legato allo sviluppo di un modello fondazionale multimodale con applicazioni in settori come salute e robotica, mentre IT4LIA viene presentato come infrastruttura per modelli aperti e applicazioni in agritech, cybersecurity, meteorologia, clima e manifattura.
Un altro fronte è quello della simulazione industriale. Siemens Energy sta usando tecnologie NVIDIA, incluse librerie Omniverse, CUDA-X e infrastruttura AI, per unificare progettazione, fluidodinamica computazionale e manifattura di turbine a gas compatibili fino al 100% con idrogeno. Secondo i dati forniti, questo flusso può ridurre i tempi di simulazione fino al 77%, accelerando la validazione di configurazioni molto complesse.
La portata dell’annuncio va quindi oltre il singolo data center AI. Per l’Europa, questi 35 sistemi rappresentano un tassello nella corsa all’autonomia tecnologica: più calcolo locale significa più capacità di addestrare modelli, simulare sistemi critici e trasformare dati scientifici e industriali in risultati concreti senza dipendere solo da infrastrutture esterne.