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CXMT accusata di aver usato segreti Samsung per le sue DRAM
Un ex ingegnere Samsung con 28 anni di esperienza ha dichiarato in tribunale che CXMT avrebbe pianificato fin dalla propria fondazione di utilizzare tecnologia sottratta a Samsung Electronics per accelerare lo sviluppo delle memorie. L'uomo, identificato come Jeon e passato al produttore cinese intorno al 2016, ha attribuito questa strategia direttamente all'amministratore delegato e al direttore tecnico di CXMT.
Jeon è stato condannato ad aprile a sette anni di carcere per aver ottenuto illegalmente informazioni relative al Process Recipe Plan di Samsung. Il materiale comprendeva un piano articolato in 600 fasi riguardante i processi generali di fabbricazione delle memorie e, in particolare, la tecnologia produttiva di classe 18 nanometri. Secondo la sua testimonianza, CXMT non disponeva inizialmente di strutture di ricerca o impianti adeguati e non avrebbe previsto uno sviluppo interamente autonomo.
Una ricetta produttiva così dettagliata può indicare la sequenza delle lavorazioni, le condizioni di deposizione e incisione, i trattamenti termici, i lavaggi, i parametri di impiantazione, le temperature, le pressioni e i macchinari necessari. Nella produzione di DRAM, queste informazioni consentono di eliminare una parte consistente dei tentativi normalmente richiesti per integrare le diverse lavorazioni. Il documento contestato coinvolgeva anche il nodo di classe 18 nm sviluppato dall'azienda coreana.
Il possesso della ricetta, tuttavia, non garantisce automaticamente un processo funzionante. Servono apparecchiature identiche o compatibili e lunghe regolazioni per adattarne il comportamento. Una ricetta non descrive necessariamente l'architettura completa dei transistor, le maschere, le regole di progettazione, le dimensioni dei dispositivi, la geometria dei condensatori o le finestre operative. Tecnici esperti possono integrare le informazioni mancanti attraverso il reverse engineering dei prodotti commerciali.
Lo sviluppo di un nodo DRAM richiede normalmente tra tre e cinque anni, dalla progettazione dei dispositivi fino all'aumento delle rese produttive. Samsung avrebbe impiegato cinque anni per completare la propria tecnologia a 18 nm. CXMT avviò invece nel 2019 la produzione di massa di memorie DDR4 mediante un processo di classe 22 nm, mentre la produzione con tecnologia di classe 18 nm iniziò nel 2023.
La cronologia non permette da sola di stabilire quale generazione CXMT abbia sviluppato sfruttando le informazioni contestate, né se il primo processo sia stato adattato partendo da conoscenze Samsung. Il caso si colloca però in un controllo crescente sui trasferimenti tecnologici verso la Cina, già visibile nel più ampio scrutinio statunitense sui possibili furti di proprietà intellettuale legati all'AI cinese.
Il dato giudiziario acquisito è la condanna dell'ex dipendente, mentre il coinvolgimento della dirigenza CXMT emerge dalle dichiarazioni rese in aula e dagli elementi esaminati nel procedimento. Il caso mostra quanto la proprietà intellettuale sui processi produttivi possa incidere sulla competizione nelle memorie: anche senza fornire un progetto completo, una ricetta industriale può risparmiare anni di sperimentazione e facilitare l'ingresso di un nuovo concorrente.
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