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Car Key verso MG, iPhone come chiave esce dalla nicchia premium
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MG potrebbe essere il prossimo marchio di auto a rendere compatibili le sue vetture con Car Key, il sistema che permette di usare iPhone e Apple Watch al posto della tradizionale chiave dell’automobile.
L’indizio arriva dal backend di Apple, dove sono comparsi riferimenti al marchio controllato dalla cinese SAIC Motor. Scoperte analoghe hanno già anticipato in passato l’estensione di Car Key a nuovi costruttori.
Il principio di Apple Car Key è semplice: la chiave digitale dell’automobile viene conservata in Apple Wallet e permette di aprire, chiudere e avviare una vettura compatibile usando iPhone o Apple Watch.
Sulle implementazioni più evolute non è neppure necessario estrarre il telefono dalla tasca: grazie a Bluetooth e Ultra Wideband l’auto può riconoscere la presenza del proprietario mentre si avvicina. È l’evoluzione prevista dallo standard Digital Key 3.0 sviluppato dal Car Connectivity Consortium.
Uno dei vantaggi rispetto alle chiavi elettroniche tradizionali è che la chiave può inoltre essere condivisa digitalmente con familiari o altre persone e successivamente revocata, senza dover consegnare un duplicato fisico.
Dietro Car Key non c’è infatti una soluzione proprietaria isolata di Apple, ma uno standard sviluppato dall’industria automobilistica e tecnologica per rendere interoperabili e sicure le chiavi digitali.
Quando Apple presentò Car Key nel 2020, BMW fu il primo grande costruttore a supportarla. Da allora la lista si è progressivamente allargata e oggi comprende modelli di BMW, BYD, Hyundai, Genesis, Kia, Lotus, Mercedes-Benz e RAM.
In alcuni casi l’integrazione è ormai molto più avanzata rispetto alle prime versioni: sulle BMW compatibili, per esempio, la chiave digitale può essere condivisa anche tra iPhone e smartphone Android, segno che il settore si sta muovendo verso uno standard trasversale alle diverse piattaforme.
Anche Volvo e Audi sono entrate nell’orbita delle chiavi digitali di Apple. Il fenomeno, quindi, non riguarda più pochi modelli sperimentali ma un numero crescente di costruttori e categorie di automobile.