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Scontro sui Cpr, 'anche nelle regioni che non li vogliono'
Sulla gestione dei migranti è già clima di tensione tra il Governo e le Regioni 'rosse' dopo le parole di Giovanni Donzelli, esponente di primo piano di Fdi, che ha annunciato come l'obiettivo dell'esecutivo è fare i Cpr "anche dove le regioni non li vogliono, con buona pace anche della Regione Toscana". Parole a cui risponde il governatore Eugenio Giani secondo cui "i Cpr non sono luoghi per trasferire nei loro Paesi d'origine i migranti, ma luoghi di detenzione impropria che non hanno personale adeguato per poter vigilare e anche indirizzare coloro che vi sono poi rinchiusi". Per il presidente della Toscana "anziché restare lì per un breve periodo in attesa di rimpatrio", queste persone "sono soggette a una lunga detenzione con tutto quello che poi comporta".
Giani afferma che la posizione dell'ente "è chiara" non negando di essere rimasto "sconcertato dalle dichiarazioni di Donzelli: davvero non si riesce a trasferire nei loro Paesi di origine migliaia di persone perché non si fa il Cpr? Francamente - afferma - mi sembra un elemento di valutazione molto superficiale. Non si riesce a trasferirli perché ci complichiamo la vita con delle procedure burocratiche estenuanti, perché non ci sono accordi bilaterali con questi Paesi".
La Toscana nei mesi scorsi aveva espresso formalmente la propria contrarietà al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che aveva individuato in Lunigiana, a Pallerone, nel comune di Aulla (Massa-Carrara), l'area per la realizzazione del Cpr.
"Nonostante questa volontà ormai espressa da anni, hanno delle difficoltà al loro interno, poiché ad oggi non hanno fatto niente. E sull'ipotesi Pallerone è lo stesso centrodestra locale a essere contrario. E' talmente elementare come sia un luogo inappropriato. Ed è anche la dimostrazione come da parte del governo si tenga conto del parere dei territori". A questo proposito aggiunge, il presidente della Toscana, "il giorno in cui la Lunigiana è la zona che subisce i maggiori danni dal maltempo, si fa l'ennesima sparata sul Cpr a Pallerone. Questo - ripete - dimostra la comprensione verso il territorio".
Dal canto suo il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale, si dice "pronto ad un confronto con il governo". Sul tema dell'espulsione dei "soggetti socialmente pericolosi le istituzioni si debbano parlare e l'Emilia-Romagna, al tavolo col Governo, si deve sedere e portarci tutti gli elementi e le proposte di miglioria e critica", afferma il governatore. Per de Pascale oggi i Cpr hanno un problema "di umanità e di efficacia: si può rendere umano ed efficace? Ma non dico un no secco, abbiamo tanti dubbi e perplessità ma siamo disponibili a discutere, perché vogliamo entrare nel merito".