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Thunderbird 153 “Meadow” è arrivato: la posta Exchange ora è nativa
La nuova Extended Support Release di Thunderbird è stata annunciata il 22 luglio 2026, un giorno dopo il rilascio di Desktop 153.0. Il suo nome è “Meadow” e la novità più importante è concreta: la posta Microsoft Exchange funziona finalmente in modo nativo tramite EWS, senza richiedere componenti aggiuntivi.
Con Exchange Web Services, Meadow permette di leggere, gestire e inviare i messaggi. Il supporto, però, non copre ancora calendari e rubriche Exchange: Microsoft Graph è già presente nel codice, ma rimane temporaneamente disabilitato dietro una preferenza. È una distinzione decisiva per capire che cosa offre davvero questa versione e se può già sostituire una configurazione più completa.
Thunderbird 153 interviene anche sul primo contatto con il programma. Il nuovo Account Hub migliora l’autoconfigurazione, rileva automaticamente i protocolli disponibili e propone la configurazione dei calendari e delle rubriche individuati. L’autenticazione OAuth può aprirsi nel browser predefinito anziché in una finestra incorporata, mentre dalle notifiche native si possono segnare i messaggi come letti, eliminarli o marcarli come spam.
Meadow può inoltre ereditare il colore principale del sistema operativo oppure utilizzare colori personalizzati scelti nelle impostazioni Aspetto. La versione è disponibile come download diretto e aggiornamento manuale, mentre la distribuzione automatica procede gradualmente. I requisiti sono Windows 10 o successivo, macOS 10.15 o successivo e GTK+ 3.14 o successivo su Linux.
Il Thunderbird che oggi dialoga nativamente con Exchange nacque nel 2003 con il nome Minotaur. Era un client autonomo derivato dal componente Mail della Mozilla Suite, costruito sulle tecnologie condivise con quello che sarebbe diventato Firefox. Il 15 ottobre di quell’anno, Thunderbird 0.3 fu presentato come anteprima tecnologica del nuovo programma separato.
La prima generazione aveva già una personalità precisa: filtri antispam adattivi, POP3, IMAP, rubriche, lettura RSS, temi ed estensioni. Il 16 giugno 2004, Thunderbird 0.7 ridusse il pacchetto Windows a soli 5,9 MB e introdusse gestori dedicati per temi ed estensioni. Le distribuzioni aziendali citate all’epoca potevano raggiungere 50.000 utenti per installazione, una scala notevole per un software tanto compatto.
Il 7 dicembre 2004 arrivò Thunderbird 1.0 per Windows, Mac OS X e Linux, inizialmente in quattro lingue: inglese, tedesco, greco e turco. Nel febbraio 2008 iniziò invece l’attività di Mozilla Messaging, società controllata dalla Mozilla Foundation e dedicata allo sviluppo di Thunderbird 3 e delle tecnologie di comunicazione.
Quando Mozilla ridusse le risorse retribuite nel 2012, la comunità sostenne gran parte dello sviluppo mentre circa 20 milioni di persone continuarono a usare il programma. Il 30 novembre 2015 le Active Daily Inquiries superarono per la prima volta quota 10 milioni. Dal 2017 le donazioni permisero di ricostituire una piccola squadra professionale e, nel gennaio 2020, la gestione operativa passò a MZLA Technologies Corporation.
Quella ricostruzione è diventata visibile anche nei numeri: nel 2024 Thunderbird ha ricevuto 10,3 milioni di dollari attraverso oltre 539.000 transazioni, sostenute da più di 335.000 donatori individuali. Alla fine dello stesso anno il personale a tempo pieno era composto da 43 persone. Non è più soltanto la resistenza affettuosa di una comunità: è una struttura che ha recuperato la capacità di affrontare il debito tecnico accumulato in due decenni.
Il 13 giugno 2022 l’ingresso di K-9 Mail nella famiglia Thunderbird avviò il percorso verso Android, culminato il 30 ottobre 2024 nella prima versione stabile ufficiale del client mobile. Nel frattempo, Thunderbird 115 “Supernova”, pubblicato l’11 luglio 2023, ricostruì parti importanti dell’interfaccia e adottò il nuovo logo disegnato da Jon Hicks. L’uso di Rust e la riscrittura di componenti interni crearono poi la base tecnica per protocolli come EWS e Microsoft Graph.