// PUNTO INFORMATICO — CYBERSECURITY
Malware iAuthFlow v2 mette a rischio le passkey Google, cosa fare
Gli hacker sono sempre più “creativi”, anche grazie all’intelligenza artificiale. L’anno scorso è stato individuato anche il primo ransomware potenziato dall’AI, già considerato una seria minaccia dagli esperti di cybersicurezza. Ma il denaro non è l’unica cosa che fa gola ai cybercriminali, credenziali e password sono altrettanto preziose.
Ne sono un esempio i malware capaci di rubare i PIN senza farsi rilevare e le tecniche con cui alcuni gruppi di hacker prendono di mira le credenziali degli utenti. E sul dark web trovano terreno fertile, oltre a strumenti pronti all’uso, secondo un recente studio, sono disponibili addirittura 1,7 miliardi di password rubate.
Si tratta dunque di un vero e proprio “kit di strumenti”, che permette agli hacker di accedere agli account con estrema facilità. Battezzato iAuthFlow v2, consente ai cybercriminali di generare rapidamente una passkey. Il tutto è in vendita sul dark web per circa 10.000 dollari, ovvero più di 8.500 euro.
In condizioni normali, quando un hacker ruba le credenziali, la contromossa è relativamente semplice. Basta disconnettersi da tutti i propri account e modificare le password. Ma in questo caso, l’hacker dispone già di una passkey, garantendosi così l’accesso all’account anche dopo il cambio della password.
Per fortuna esistono delle soluzioni. I ricercatori di cybersicurezza di Abnormal suggeriscono innanzitutto di esaminare scrupolosamente i propri account alla ricerca di segnali di compromissione. È poi necessario revocare i token e le altre autorizzazioni OAuth coinvolte.