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Il selloff tech travolge le Borse globali: Kospi -10% e Nasdaq futures in calo
Il selloff sui titoli tecnologici ha attraversato le principali piazze finanziarie, con le Borse globali in calo nella seduta di martedì dopo una sessione negativa per il settore a Wall Street. Il movimento ha avuto il suo epicentro in Asia, dove il Kospi sudcoreano, indice a forte peso tecnologico, ha chiuso in ribasso del 10%.
La pressione si è concentrata sui semiconduttori e sulle grandi piattaforme tech, secondo la cronaca di mercato pubblicata da CNBC. I futures legati al Nasdaq 100, listino che ospita anche Nvidia, Apple, Alphabet e Microsoft, hanno perso il 2,7% prima dell'apertura ordinaria di Wall Street.
In Asia la seduta si è chiusa con ribassi diffusi. Il dato più netto è arrivato dalla Corea del Sud, dove il Kospi ha terminato gli scambi con una flessione a doppia cifra, trascinato dalle vendite sui titoli tecnologici e sui produttori di chip. La fonte indica Samsung e SK Hynix come i due pesi principali del movimento.
Le azioni di Samsung e SK Hynix hanno entrambe concluso la seduta con perdite superiori al 12%. Per il mercato sudcoreano il ribasso non ha riguardato soltanto un singolo titolo, ma un segmento industriale centrale per la composizione dell'indice: la produzione di chip e memoria, su cui SK Hynix ha una esposizione diretta e Samsung mantiene una presenza ampia.
Per le imprese che acquistano componenti tecnologici, il dato di mercato non consente di dedurre variazioni immediate di prezzi, forniture o contratti. Indica però che gli investitori hanno ridotto l'esposizione azionaria verso società al centro della filiera hardware, con un impatto visibile sulle valutazioni quotate e sugli indici più esposti al comparto.
Il ribasso si è esteso all'Europa già nelle prime battute della seduta. L'indice paneuropeo Stoxx 600 ha ceduto l'1,2% nei primi scambi, mentre la componente tecnologica ha mostrato un calo più marcato. Il riferimento europeo copre società di grande, media e piccola capitalizzazione in 17 Paesi dell'area, come indicato nel profilo dell'indice europeo Stoxx Technology.
La flessione più ampia è arrivata dal Stoxx 600 Technology, in ribasso del 3,2%. Il comparto ha guidato le perdite regionali, confermando che il movimento non è rimasto confinato ai listini asiatici o ai futures americani, ma ha coinvolto anche i principali titoli tecnologici europei.
Tra i peggiori contributori del paniere sono stati indicati STMicroelectronics e ASMI, entrambi in calo di oltre il 7%. La prima è un produttore di chip, la seconda opera nelle apparecchiature per semiconduttori: due posizioni diverse della stessa catena industriale, entrambe colpite dalle vendite nella fase iniziale della seduta europea.
Negli Stati Uniti la pressione era visibile prima dell'apertura ordinaria. L'iShares Semiconductor ETF risultava in calo del 5,9% nel premarket, con ribassi diffusi tra i singoli titoli del comparto. La scheda del fondo lo descrive come un veicolo che replica un indice di azioni statunitensi del settore semiconduttori nella scheda ufficiale dell'ETF iShares.
Tra i titoli citati, Intel -7,8%, Micron -8,4% e AMD -6% hanno registrato perdite più ampie rispetto al ribasso del future sul Nasdaq 100. Anche Nvidia -3% era in territorio negativo prima dell'avvio della seduta, in un contesto in cui la rotazione ha colpito sia i produttori di chip sia le società percepite come più esposte alla crescita del settore tecnologico.