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Com’è fatto un “Xserve” con chip Apple M5
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Da tempo Apple costruisce server personalizzati, basati su chip Apple Silicon, non venduti al pubblico ma sfruttati internamente per particolari usi, ad esempio elaborazioni legate a Apple Intelligence che richiedono una maggiore potenza di elaborazione rispetto a ciò che è possibile ottenere direttamente da un dispositivo, appoggiandosi al Private Cloud Compute per garantrire privacy e sicurezza dei dispositivi Apple sul cloud.
Su X sono apparse foto che mostrano l’interno di un server Apple Silicon AI sfruttato per il Private Cloud Compute, offrendo un raro sguardo all’hardware realizzato da Cupertino per gestire le richieste di intelligenza artificiale basate su cloud garantendo la sicurezza dei dati degli utenti.
Le immagini mostrano quello che sembra essere un server custom da rack 2U con quattro colonne hardware distinte racchiuse in uno chassis compatto. Ogni colonna contiene otto schede di calcolo più piccole, lasciando immaginare che un singolo server possa ospitare fino a 32 processori Apple Silicon.
Le foto sono state pubblicate su X dall’account @hsuchingpo il 24 agosto, e l’hardware viene descritto come un “Apple M5 Server”. Alla richiesta di un utente se fosse progettato per l’Apple Private Cloud Compute, l’account ha risposto che si trattava “molto probabilmente” di quello”.
In ogni scheda il chip principale Apple sembra essere collocato al centro, mentre staffe rimovibili ai lati consentono ai tecnici di sostituire le singole schede con maggiore facilità. Una foto da vicino mostra anche il logo Apple direttamente sul processore dopo che è stata rimossa la pasta termica.
Non è chiaro quale sia il chip sfruttato da Apple, ma l’hardware sembra progettato attorno a processori Apple Silicon ad alte prestazioni pensati per carichi di lavoro AI impegnativi. Il server utilizza inoltre una lunga scheda di controllo centrale che collega tra loro i moduli di calcolo più piccoli.
L’account X afferma che il server si affida a un altro dispositivo per il controllo software e menziona un Mac Studio, lasciando immaginare che Apple possa gestire questi server come parte di un cluster più ampio anziché operare ciascuna unità in modo indipendente.
Per raffreddamento si nota una ventola posizionata a un’estremità di ciascuna colonna e dissipatori disposti per convogliare l’aria direttamente attraverso lo chassis. Coperture in plastica trasparente aiutano a guidare il flusso d’aria sull’hardware, evitando che si disperda attorno ai componenti.
Apple ha in precedenza mostrato un hardware per server simile durante la presentazione della produzione presso il suo stabilimento di Houston, e il layout interno corrisponde da vicino a quanto si era visto nelle immagini di allora. Le nuove foto offrono ora uno sguardo più chiaro su come Apple stia organizzando i propri chip all’interno dei server dedicati al Private Cloud Compute.