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Brasile, il tribunale di Rio conferma il nuovo fallimento di Oi
La Prima Camera di diritto
privato del Tribunale di Rio de Janeiro ha nuovamente dichiarato
fallita Oi, ex colosso brasiliano delle telecomunicazioni. La
decisione, adottata all'unanimità, conferma il fallimento
decretato nel novembre 2025 e poi sospeso dopo i ricorsi di
banche creditrici, tra cui Itaú Unibanco e Bradesco, per
mantenere la procedura di ristrutturazione giudiziaria. Oi ha
debiti superiori a 44 miliardi di reais (circa 7,35 miliardi di
euro) e un patrimonio netto negativo di oltre 22,6 miliardi
(3,77 miliardi di euro). L'amministratore giudiziario aveva
segnalato che la società non disponeva più di risorse
sufficienti a coprire le spese essenziali. Diversi fornitori
avevano già sospeso i servizi per mancati pagamenti. La
magistrata ha nominato Bruno Rezende amministratore giudiziario
e Adriano Pinto Machado osservatore giudiziario, entrambi dello
studio Pinto Machado Advogados, affidando allo studio Sergio
Zveiter un incarico nel procedimento fallimentare.
Secondo gli esperti citati da O Globo, il fallimento non
comporterà un'interruzione immediata dei servizi:
l'amministratore giudiziario gestirà le operazioni e dovrà
essere garantita la continuità delle telecomunicazioni,
considerate un servizio pubblico essenziale. I lavoratori hanno
priorità nella graduatoria dei creditori, con il pagamento dei
crediti fino a 150 salari minimi. Oi è in crisi da oltre un
decennio e ha già attraversato due procedure di ristrutturazione
giudiziaria. La decisione può essere ancora impugnata davanti al
Tribunale superiore di giustizia.
Brasile, il tribunale di Rio conferma il nuovo fallimento di Oi
RIO DE JANEIRO,
26 agosto 2026, 01:00
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