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Bill Gates: "tassare robot e token per frenare l'AI"
Imposte sull’uso dei token AI e dei robot, attività protette dall’automazione e un’autorità internazionale con poteri di controllo: sono alcune delle misure proposte da Bill Gates per affrontare una transizione tecnologica che giudica estremamente rischiosa. Nel nuovo memorandum pubblicato su Gates Notes e in un’intervista ad Axios, Gates sostiene che l’attuale traiettoria dell’intelligenza artificiale abbia un’elevata probabilità di produrre un risultato complessivamente negativo.
Il documento descrive l’AI come una trasformazione potenzialmente più importante delle precedenti rivoluzioni tecnologiche e prevede una fase molto turbolenta. I rischi immediati indicati da Gates riguardano cybersicurezza, biologia, relazioni umane e controllo dei sistemi. A questi si aggiunge la sostituzione del lavoro cognitivo e manuale: le capacità dei modelli potrebbero incidere direttamente su professioni legali, assistenza clienti, medicina, sviluppo software e manifattura.
La prima parte della risposta proposta da Gates passa attraverso organismi nazionali capaci di coordinare politiche oggi distribuite tra ambiti diversi. Sicurezza, occupazione, istruzione, fiscalità e sanità dovrebbero essere affrontate all’interno di una strategia comune, così da adeguare regole e servizi pubblici alla velocità con cui avanzano i sistemi AI.
Al livello superiore, Gates immagina un’istituzione internazionale che riprenda alcuni elementi dei regimi di ispezione nucleare e della regolazione dell’aviazione civile. L’obiettivo sarebbe creare controlli condivisi tra Paesi su una tecnologia sviluppata e distribuita oltre i confini nazionali. Gates appoggerebbe anche un piano credibile per rallentare globalmente lo sviluppo dell’AI, pur ritenendo improbabile un accordo simile nelle attuali condizioni geopolitiche.
Sul fronte economico, il memorandum propone di correggere gli incentivi fiscali che rendono conveniente sostituire lavoratori con software e robot. Oltre alle imposte applicate ai token AI e all’automazione fisica, Gates introduce il concetto di Human Reserved: alcune attività rimarrebbero affidate agli esseri umani in modo permanente o durante la transizione, anche quando un sistema artificiale fosse tecnicamente in grado di svolgerle.
Gates ha dichiarato di voler discutere queste idee con Xi Jinping. Il presidente cinese aveva chiesto il 17 luglio 2026 un sistema globale di governance dell’AI, regole coordinate e il mantenimento del controllo umano. Nello stesso mese le Nazioni Unite hanno tenuto il primo Global Dialogue on AI Governance, dedicato alla cooperazione multilaterale sul tema. Il confronto auspicato da Gates con Xi resta per ora una dichiarazione d’intenti: non è stato annunciato alcun incontro tra i due.
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