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Recensione GoPro Mission 1 Pro ILS, l’action cam con obiettivi intercambiabili
La GoPro Mission 1 Pro ILS rappresenta una delle evoluzioni più particolari della famiglia Mission 1. La base tecnica resta quella della Mission 1 Pro, ma cambia radicalmente il modo in cui può essere utilizzata grazie alla presenza di un attacco Micro Quattro Terzi per obiettivi intercambiabili.
È proprio questa la sua caratteristica distintiva: rinunciare all’ottica fissa tipica delle GoPro per offrire molta più libertà nella scelta dell’inquadratura, permettendo di utilizzare grandangolari, teleobiettivi, macro e altre ottiche compatibili in base al tipo di ripresa.
La GoPro Mission 1 Pro ILS è una delle action cam più particolari mai realizzate, perché rinuncia all’obiettivo fisso e adotta un attacco Micro Quattro Terzi per ottiche intercambiabili. Mantiene la piattaforma della Mission 1 Pro, con sensore Type 1 da 50 MP, processore GP3, video fino a 8K60, 4K240, 10 bit, GP-Log2 e stabilizzazione HyperSmooth, ma permette di utilizzare grandangolari, tele, macro e ottiche cine in base al tipo di ripresa.
Questa libertà ha però un prezzo: non ci sono contatti elettronici sul mount, quindi niente autofocus, niente controllo elettronico del diaframma e compatibilità limitata alle ottiche realmente manuali. Nell’uso quotidiano è il limite più evidente, soprattutto nei selfie, dove il piccolo schermo frontale non permette di verificare bene il fuoco. Anche come fotocamera l’esperienza resta un po’ acerba, con un pulsante di scatto poco raffinato e tempi di elaborazione dei RAW piuttosto lunghi.
In compenso, quando viene usata con calma e con l’obiettivo giusto, offre possibilità creative che una GoPro tradizionale non può dare. È compatta, molto versatile e perfetta come B-cam, crash cam, per automotive, macro o riprese in spazi difficili. Costa 699,99 euro e non è il modello che consiglierei a chi cerca semplicità o una videocamera da vlog, ma per videomaker e creator evoluti può diventare uno strumento davvero unico.
La GoPro Mission 1 Pro ILS mantiene l’impostazione compatta della famiglia Mission 1, e in generale delle action cam, ma basta guardarla frontalmente per capire che siamo davanti a qualcosa di molto diverso rispetto a una GoPro tradizionale. Al posto dell’obiettivo fisso troviamo infatti un vero attacco Micro Quattro Terzi, con pulsante di sgancio dedicato, che trasforma il corpo in una piccola videocamera a ottiche intercambiabili.
Il corpo ha il classico display touch posteriore che concentra gran parte dei controlli, assieme a uno frontale, che tuttavia è poco utilizzabile, e fra poco scopriremo perché. Il corpo è solido, da vera action cam, ma la Mission 1 Pro ILS è solo weatherproof, non waterproof. L’adozione del mount intercambiabile non permette di mantenere la stessa impermeabilità delle GoPro tradizionali e, di conseguenza, non sono disponibili né la modalità Dive né le regolazioni specifiche per le riprese subacquee.
Non bisogna pensare alla Mission 1 Pro ILS come a una mirrorless MFT in miniatura. Il corpo non dispone di contatti elettronici, quindi non può comunicare con l’obiettivo. Niente autofocus, niente controllo elettronico del diaframma e niente gestione delle ottiche focus-by-wire. Per sfruttarla correttamente servono quindi obiettivi dotati di messa a fuoco manuale e, preferibilmente, di ghiera meccanica del diaframma oppure di apertura fissa.
Questo limita inevitabilmente la scelta rispetto all’enorme parco ottiche MFT esistente, ma allo stesso tempo apre possibilità completamente nuove per una GoPro. Si possono usare grandangolari estremi, fisheye, ottiche normali, tele, macro, obiettivi cine e perfino lenti vintage tramite adattatori.
Il sensore è un Type 1 da circa 13 × 10 mm, con una risoluzione di 50 megapixel. Il cerchio d’immagine generato dalle ottiche MFT è quindi più grande del necessario e la videocamera utilizza principalmente la zona centrale della lente. Questo ha il vantaggio di sfruttare generalmente la parte otticamente migliore dell’obiettivo, ma determina anche un