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Scavata una buca sopra l'oleodotto Nato, lasciati biglietti con frasi del Corano
Tentato furto o sabotaggio. Sono queste alcune delle ipotesi alle quali stanno lavorando procura della Spezia e Carabinieri dopo la scoperta a Vezzano Ligure di una buca scavata sopra il tratto dell'oleodotto Natopol, 900 km di condutture finanziate dall'Alleanza atlantica che attraversano alcune regioni italiane e che porta carburante per aerei militari. La notizia è stata anticipata dal Tg1. Chi ha scavato ha lasciato piccone e pala e alcuni bigliettini scritti in arabo: tra questi, uno sul quale è riportato il versetto 255 del Corano, detto Versetto del Trono, uno dei passi più celebri dell'intero Corano. Lo scavo è arrivato a circa mezzo metro dall'oleodotto. Le indagini sono coperte dal massimo riserbo.
"Non ne sapevo nulla. L'ho saputo da un amico che ieri sera ha guardato il Tg1. Ora, capisco la segretezza che richiede la situazione, capisco che tutto ciò che riguarda questo benedetto oleodotto che trasporta cherosene sia di competenza militare ma vuoi avvertire il sindaco della città che è successo qualcosa? Anche se si è trattato solo di un buco". E' arrabbiatissimo Massimo Bertoni, sindaco di Vezzano Ligure, sotto il cui territorio passa l'oleodotto della Nato-pol che rifornisce di carburante aeronautico Jet A-1 le basi aeree militari di Ghedi, Aviano, Villafranca Veronese e Cervia-Pisignano. La notte scorsa è stato scoperto uno scavo, in un terreno privato, lontano circa 70 centimetri dalla tubazione. Nella buca sono stati trovati piccone e pala e alcuni biglietti scritti in arabo, uno dei quali reca il versetto 255 della Sura al-Baqarah dal Corano.
E nessuno ha avvertito il sindaco. Per questo oggi Bertoni scrive al prefetto. "Ammettiamo che sia una cosa più banale di quanto possa sembrare - ha detto il sindaco All'ANSA -. E se bucavano il tubo? Il carburante sarebbe finito nel canale che porta al Magra e da qui avrebbe sversato a Marinella. Nella migliore delle ipotesi sarebbe stato un disastro ambientale epocale. Nella peggiore, e cioè se il carburante prendeva fuoco, il paese di Vezzano non esisteva più. Non sarebbe stato necessario avvertire il primo cittadino? Avrei potuto attivare subito la Protezione civile. E invece lo vengo a sapere da un amico". Sotto la montagna di Vezzano ci sono 5 enormi serbatoi di cherosene. Due aree militari circondate da filo spinato sono sorvegliate giorno e notte. Il piccolo comune di Vezzano paga dinamiche degli anni Sessanta quando ancora c'era la guerra fredda. "Ma la preoccupazione - sottolinea il sindaco - è costante ora più che mai con le guerre che ci sono. Questa è una zona considerata ad alto rischio. E anche per questo mi aspettavo un comportamento diverso".