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La Siria si normalizza, le milizie curde nell'esercito
In giacca e cravatta, la galassia degli ex ribelli siriani si rifà il guardaroba e procede spedita sulla linea di integrazione e unità promossa dal presidente Ahmad al-Sharaa, che nell'armadio ha notoriamente i suoi trascorsi con Isis e al Qaeda. Mazloum Abdi, il leader delle Forze Democratiche Siriane (Sdf) a maggioranza curda, ha annunciato in pompa magna e cravatta a righe blu navy dal palazzo del potere a Damasco lo scioglimento della sua milizia e di quelle collegate.
"Voltiamo pagina nella storia della Siria e iniziamo ad aprirne una nuova, intitolata pace, stabilità e ricostruzione", ha detto Abdi: "Vogliamo che questo giorno sia l'inizio di una vera transizione dai campi di battaglia ai campi di costruzione, e dall'era delle armi all'era della pace". In queste nuove condizioni, "annunciamo la fine della missione delle Forze Democratiche Siriane e ne annunciamo con piena responsabilità lo scioglimento come forza militare indipendente". Una decisione "assolutamente storica", ha commentato l'inviato speciale Usa per la Siria e ambasciatore in Turchia, Tom Barrack, in prima linea nel tessere la tela della svolta di Damasco. Si conclude così un lungo e sanguinoso capitolo nella Siria post-Assad, segnato fino a qualche mese fa dai violenti combattimenti proprio tra le Sdf e i governativi della nuova Damasco di Sharaa. A gennaio, dopo i furiosi scontri ad Aleppo e nel nordest, compresi i giacimenti petroliferi della regione di Deir az Zor, i curdi erano stati costretti al ritiro, con un bilancio complessivo di almeno 105 morti tra civili e combattenti, e decine di migliaia di civili sfollati. Da allora, la mediazione sostenuta anche da Stati Uniti e Turchia per la normalizzazione della Siria ha prodotto i suoi frutti, fino all'annuncio dello scioglimento e dell'integrazione nelle forze armate regolari. La resa delle armi del resto era già stata auspicata nel febbraio del '25 dal fondatore del Pkk in carcere Abdullah Ocalan. Tra i nodi da risolvere che hanno diluito i tempi anche quello del destino delle Ypj, le formazioni di combattenti curde divenute leggenda sul campo di battaglia contro l'Isis, in particolare a Kobane. Le soldatesse spingevano per l'integrazione nell'esercito mentre Damasco ha proposto che facciano parte delle forze di polizia del ministero dell'Interno. Non è chiaro quale sia stato il punto di caduta, mentre viene dato per certo un posto di rilievo per Abdi nel governo - secondo le indiscrezioni sarà nominato consigliere di Sharaa - e l'affidamento al capo della regione autonoma curda, Ilham Ahmed, di un ruolo parlamentare di rilievo. Sharaa festeggia, incassando anche il sostegno di Mosca e Parigi, oltre a quello di Washington e Ankara: un altro mattone è stato messo a terra, all'indomani della cancellazione del Paese dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo. "La Siria si libera di una macchia oscura", ha detto il presidente.
La Siria si normalizza, le milizie curde nell'esercito
ROMA,
26 agosto 2026, 19:01
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