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Con una RTX da 24GB si può avere l'agente senza pagare token
Perplexity ha lanciato Portable Computer, la versione locale della sua piattaforma agentica Computer. L'interfaccia e le funzioni restano identiche a quelle della versione cloud: cambia solo dove avviene l'elaborazione, spostata dal server dell'azienda al dispositivo dell'utente. I requisiti hardware e le tempistiche del lancio sono stati pubblicati insieme all'annuncio, con due sole configurazioni ammesse.
Computer, nella sua versione cloud, naviga siti, compila moduli e incrocia fonti diverse per restituire risposte strutturate invece di un singolo link. Portarlo in locale sposta quella autonomia dentro il perimetro fisico dell'azienda, senza che un passaggio intermedio debba appoggiarsi a un server di terzi.
Il tempismo segue una spinta di settore che va oltre Perplexity. Microsoft spinge i Copilot+ PC, Apple porta parte dell'elaborazione sui propri chip, e Google distribuisce modelli ridotti pensati per girare senza rete. Perplexity, che non possiede server propri e finora ha rivenduto capacità di calcolo altrui, prova a scaricare quel costo infrastrutturale sul cliente.
Per farlo girare servono due strade hardware, entrambe firmate NVIDIA. La prima è una GPU RTX con almeno 24GB di VRAM, la soglia minima sotto cui i modelli non entrano in memoria. La seconda è il DGX Spark, il mini-supercomputer con chip Grace Blackwell GB10 e 128GB di memoria unificata, che la scheda tecnica del produttore descrive nel dettaglio.
Il DGX Spark e la versione Linux sono disponibili da subito. Su Windows, il sistema operativo con la base installata più larga tra i professionisti, Portable Computer arriva solo a settembre 2026. L'accesso resta riservato agli abbonati Pro, Max ed Enterprise di Perplexity, e il prezzo di questa offerta specifica non è indicato nella fonte primaria.
Al lancio sono disponibili due modelli sviluppati insieme a NVIDIA e ottimizzati per girare in locale: Qwen 3.8 e PPLX da 27 miliardi di parametri. Un terzo modello, Nemotron 3.5 Lightning, resta "in arrivo": conterà 30 miliardi di parametri totali con soli 3 attivati per ogni token, un'architettura a esperti misti pensata per tenere il calcolo dentro una singola scheda video, sacrificando una parte di capacità di calcolo in cambio della possibilità di girare offline.
Perplexity dichiara un'accuratezza dell'82,6% per Qwen 3.8 e dell'85,4% per PPLX 27B sul Local Knowledge Work Bench, una batteria interna di 53 task, cifre che l'azienda presenta come superiori alla concorrenza (77,6% per il modello Pi, 74,0% per Hermes). Sono numeri di parte, non verificati da terzi, e vanno letti come materiale promozionale finché qualcuno fuori da Perplexity non li riproduce con gli stessi strumenti. Anche altre testate specializzate hanno ripreso gli stessi dati senza una verifica indipendente propria.
Altri laboratori pubblicano test di confronto scelti allo stesso modo, e i risultati tendono quasi sempre a premiare chi li produce, come confermano da anni le classifiche di OpenAI, Google e Anthropic. Per un responsabile acquisti la conseguenza pratica è chiedere un test pilota sui propri documenti reali prima di firmare un contratto pluriennale basato su queste percentuali.
A presentare la piattaforma è stato Nate Kupp di Perplexity, che ne ha descritto l'architettura nel post di lancio ufficiale. L'inquadramento commerciale, però, porta la firma di NVIDIA: Nader Khalil, Director of Developer Technologies dell'azienda, lega Portable Computer a due argomenti di vendita pensati per chi decide i budget IT, azzerare il rischio che i dati finiscano su server terzi ed eliminare i costi ricorrenti legati al consumo di token.
Il primo argomento tocca un nodo che a Bruxelles ha già un nome: l'AI Act europeo, che dal 2027 impone tracciabilità sui sistemi ad alto impatto, come ricostruisce la roadmap di conformità pubblicata quest'anno. Il collegamento fra Portable Computer e l'AI Act è una lettura di contesto di chi scrive: la fonte primaria dell'annuncio non cita la normativa europe