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Inni al Duce e saluti romani alla festa patronale
Al sabato gli inni al Duce e le braccia alzate nel saluto romano, al lunedì i cori "chi non salta comunista è" conditi da insulti e da sfottò. Doveva essere la festa patronale del paese, è diventata un terreno di scontro politico fra chi denuncia rigurgiti di neofascismo e chi parla di goliardia innescata da un paio di canzoni piuttosto in voga. Succede a Trino, località di settemila abitanti nella pianura vercellese conosciuta finora per la coltivazione del riso e per la presenza di una delle centrali nucleari italiane smantellate dopo il referendum.
A lanciare le accuse è stato il Pd su impulso del segretario del circolo locale, Vincenzino Porta: "Contestiamo con forza lo spettacolo indecente che ha offeso la Città di Trino e ricordiamo a chi lo ha promosso di aver abusato della sua ospitalità mancando il rispetto delle diverse opinioni di tutti cittadini". Il gestore di una giostra dell'affollato luna park, il 22 agosto, aveva irradiato una canzone con dei riferimenti alla figura di Mussolini: gli intenditori hanno riconosciuto 'Everybody viva el duche', un brano creato con l'aiutino dell'intelligenza artificiale che, non senza polemiche, è da mesi virale su web e social; il suo produttore, un content creator chiamato 'Il Gravel', lo ha definito una "super parodia pop". I richiami al Duce non sono sfuggiti a chi, sul posto, ha cominciato a saltellare a braccio teso. Il secondo episodio è di due sere dopo. Dj Matrix, nome di punta della scena dance italiana, ad un certo punto della sua esibizione ha lanciato il suo cavallo di battaglia: il pezzo "Quando c'era Silvio", che è un omaggio a Berlusconi. "Ha chiesto se ci fossero comunisti nella piazza - raccontano dal Pd - e quando qualcuno ha alzato la mano ha annunciato che avrebbe dedicato la canzone a loro. È quindi partito il coro 'chi non salta comunista è' seguito da parole inqualificabili'.
La replica del sindaco di Trino, Daniele Pane, di Fratelli d'Italia, si è mossa lungo due direttrici. Sull'invocazione al Duce, "se qualcuno ha assistito a un'apologia del fascismo o a un illecito doveva rivolgersi alle forze dell'ordine". Quanto a Dj Matrix, "la libertà di espressione vale sempre, a destra e a sinistra, e non è compito del sindaco stabilire quali opinioni politiche, ovviamente entro certi limiti, possano essere espresse in uno spettacolo". Gli ha risposto Domenico Rossi, segretario regionale dei dem in Piemonte: "Niente può legittimare l'apologia del Ventennio e la rievocazione di una dittatura. Ricordiamo al sindaco che se oggi può guidare un Comune dopo libere elezioni è grazie a chi, comunisti italiani inclusi, ha combattuto per liberare l'Italia dalla tirannia liberticida fascista".