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Le peggiori conversioni mai viste su Super Nintendo e SEGA Mega Drive
Pur avendo fatto la storia dei videogiochi offrendo capolavori leggendari, sia il Super Nintendo che il SEGA Mega Drive faticavano ad offrire conversioni convincenti da sistemi più performanti come i cabinati arcade o il PC, con il risultato di dare ai propri giocatori prodotti non all'altezza della loro fama e reale qualità.
Magari tali titoli rimanevano comunque godibili anche nelle loro vesti a 16-bit, ma al tempo stesso non sono mancati alcuni casi negativi piuttosto eclatanti, con porting persino mozzati di varie componenti e che hanno quindi fatto rimpiangere le loro edizioni originali. Di seguito vi citiamo 5 tra le peggiori conversioni mai viste su SNES e Mega Drive, non all'altezza delle aspettative:
Una leggenda dei Picchiaduro a Scorrimento targati Capcom che tanto furore ha fatto nelle sale giochi di tutto il mondo, logico quindi che averlo sul proprio SNES e giocarlo comodamente dal divano del proprio salotto fosse sulla carta un'opzione irresistibile. Peccato che Final Fight sulla console Nintendo sia soltanto l'ombra del classico giocato via cabinato: un personaggio giocabile in meno, uno stage rimosso e addirittura la totale assenza del multiplayer cooperativo penalizzano in modo considerevole l'opera Capcom lasciando un forte amaro in bocca. Tutto questo senza dimenticare il minor numero di nemici su schermo da combattere rispetto alla versione originale a causa dei limiti tecnici dello SNES. Negli anni successivi Capcom realizzerà due seguiti pensati appositamente per la piattaforma della Grande N, senza però mai avvicinarsi alla qualità del vero Final Fight.
Mortal Kombat ha fatto la storia per la sua brutalità, le mitiche Fatality e la grafica con personaggi pre-renderizzati, diventando un'icona delle sale giochi. Sfortunatamente i porting sia per SNES che per Mega Drive non sono riusciti a replicare il fascino dell'opera Midway ritrovandosi castrati da molteplici compromessi. L'edizione Nintendo ad esempio fu vittima di censura con la rimozione del sangue e delle Fatality (sostituite da più generiche "mosse finali"), mentre quella SEGA permetteva di attivare entrambe queste caratteristiche tramite un cheat code, ma si presentò con una grafica fortemente alterata a causa dei suoi limiti tecnici. Entrambe le versioni soffrivano poi di un sistema di controllo tutt'altro che ottimale e reattivo, consegnando quindi ai giocatori un prodotto ben lontano dai fasti dell'arcade.
Ancora un Picchiaduro che su sistemi 16-bit non è riuscito a dare il suo meglio, anzi. Non che la versione originale da sala giochi di Pit-Fighter fosse chissà quale capolavoro, ma di sicuro comunque si dimostrò un prodotto intrigante e capace di tenere incollati allo schermo con una giocabilità immediata e una veste grafica di grande impatto. Poi però vedi il porting su SNES e ti viene da piangere per il totale disastro che Atari ha messo in piedi: un titolo ingiocabile a causa di controlli pessimi e una difficoltà insensata con tanto di game over istantaneo alla prima sconfitta e annessa ripartenza da capo, il tutto poi condito con una veste grafica agghiacciante. Quantomeno la conversione Mega Drive si dimostra molto più godibile e curata, ma a sua volta comunque non all'altezza di quanto visto in sala giochi.
L'esistenza di una versione Mega Drive di Virtua Fighter 2 è un fatto decisamente curioso, considerando poi che è diventata realtà tra la fine del 1996 e l'inizio del 1997 quando ormai l'epoca delle piattaforme a 16-bit era prossima alla sua conclusione. Ma soprattutto si è trattato di convertire un sofisticato Picchiaduro 3D, uno dei migliori della sua generazione, su una console che mai sarebbe riuscita a mantenerne intatto il fascino. E infatti Virtua Fighter 2 su Mega Drive è diventato un Picchiaduro 2D completamente privo della profondità e dei tecnicismi che hanno fatto la fortuna delle edizioni arcade e Saturn, presentandosi noioso da giocare e con ritmi soporiferi. Insomma, Virtua Fighter 2 non ha ragione d'esistere su