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Iran: le sanzioni USA ora colpiscono cripto e tecnologia
Asset digitali e tecnologia entrano nel perimetro delle sanzioni secondarie statunitensi contro le reti internazionali che sostengono l’Iran. Con Operation Economic Outcast, Washington può ora colpire persone e aziende di qualsiasi Paese attive in alcuni comparti dell’economia iraniana o impegnate a fornire servizi di supporto. La campagna riguarda anche oro, aviazione e trasporto marittimo, estendendo l’esposizione ai provvedimenti statunitensi lungo filiere finanziarie, tecnologiche e logistiche globali.
L’iniziativa è ufficiale e coinvolge il Dipartimento del Tesoro statunitense, il Dipartimento di Stato e altre agenzie federali. Le determinazioni dell’Office of Foreign Assets Control sono entrate in vigore il 24 agosto 2026 in base all’Executive Order 13902. Il documento dell’OFAC sui cinque settori rende sanzionabili gli operatori collegati alle attività iraniane individuate, compresi i soggetti che forniscono beni o servizi ai comparti interessati.
Le azioni coordinate hanno designato quasi 60 tra individui, società e imbarcazioni. Gli obiettivi sono collegati all’acquisizione di tecnologie per programmi nucleari e missilistici, alle operazioni informatiche e alla generazione di ricavi petroliferi. Una delle reti comprende oltre 20 soggetti coinvolti nell’approvvigionamento di tecnologie sensibili destinate alla ricerca nucleare e allo sviluppo missilistico. I collegamenti economici e logistici ricostruiti dalle autorità attraversano Medio Oriente, Asia orientale, Svizzera e altri territori europei.
Una parte del pacchetto riguarda un gruppo cyber diretto dal Ministero dell’Intelligence iraniano, accusato di compromissioni ai danni di infrastrutture critiche e di furti informatici con finalità finanziarie. Le sanzioni si collegano al procedimento del Dipartimento di Giustizia statunitense contro 17 presunti operatori iraniani. L’incriminazione federale descrive una campagna di sottrazione di dati e denaro condotta, per l’accusa, per conto dell’Iran.
Nelle designazioni compaiono inoltre indirizzi Bitcoin, Ethereum e Tron attribuiti ad alcuni dei soggetti sanzionati. L’inclusione di identificativi riconducibili alle blockchain affianca quindi alle entità giuridiche e alle persone fisiche elementi utilizzabili per individuare i flussi in asset digitali. La scelta riflette l’inserimento formale del settore crypto tra quelli che l’OFAC può prendere di mira quando le attività risultano collegate all’economia iraniana individuata dal provvedimento.
Il raggio delle misure comprende anche gli operatori fuori dagli Stati Uniti. Le transazioni rilevanti con i soggetti designati possono esporre le istituzioni finanziarie straniere a sanzioni secondarie oppure a limitazioni nell’accesso al sistema finanziario statunitense. Per aziende tecnologiche, intermediari di asset digitali e fornitori internazionali, il perimetro definito dall’OFAC riguarda sia l’attività diretta nei cinque settori sia i servizi prestati a chi vi opera.
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