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Cyberattacco iraniano: generatore UK fermo 4 giorni
Per quattro giorni nel luglio 2026, un generatore elettrico britannico di piccola scala sarebbe rimasto offline in seguito a un cyberattacco attribuito a operatori affiliati all’Iran. Il Department for Energy Security and Net Zero ha confermato l’incidente, precisando che l’interruzione non ha mai creato rischi per la rete energetica nazionale.
Il nome e la posizione dell’impianto non sono stati divulgati per ragioni di sicurezza. Il governo ha inoltre chiarito che non si trattava di una grande centrale, circoscrivendo così la portata operativa dell’attacco. Il ripristino avrebbe comunque richiesto quattro giorni, un periodo durante il quale il generatore non ha potuto svolgere la propria funzione.
L’inchiesta del Telegraph descrive l’episodio come il primo caso noto nel quale hacker affiliati all’Iran siano riusciti a fermare operativamente un impianto di generazione britannico. L’attribuzione resta però priva di una valutazione tecnica pubblica completa: le informazioni disponibili collegano l’attacco a operatori iraniani, ma non espongono indicatori, strumenti o procedure che consentano una verifica indipendente.
Il National Cyber Security Centre non risulta aver ricevuto segnalazioni di interruzioni da operatori di centrali soggetti a regolamentazione. L’assenza di tali comunicazioni è coerente con la descrizione governativa di un generatore minore. L’NCSC aveva già avvertito che attori statali e gruppi collegati all’Iran conservano capacità per condurre operazioni informatiche contro organizzazioni esposte.
L’agenzia britannica ha invitato le organizzazioni a rafforzare il monitoraggio, controllare la superficie d’attacco esterna e verificare patch, accessi privilegiati, backup e piani di risposta. Le misure operative sono raccolte nelle indicazioni dell’NCSC per le fasi di minaccia informatica elevata. Il governo ha inoltre contattato i vertici delle aziende energetiche per sollecitare un rafforzamento delle difese.
L’episodio britannico sarebbe avvenuto nello stesso periodo di una campagna contro infrastrutture idriche in dodici stati americani. Esiste anche un precedente documentato: nel 2023 il gruppo iraniano CyberAv3ngers ha compromesso almeno 75 dispositivi impiegati in diversi settori infrastrutturali degli Stati Uniti, come ricostruito nell’advisory delle autorità statunitensi sui sistemi industriali colpiti.
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