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Neocloud: cos’è, dove nasce e perché sta cambiando l’economia del cloud
Per gran parte della storia del cloud, l’obiettivo è stato nascondere l’hardware. I server sono diventati istanze, i dischi sono diventati oggetti e le reti sono diventate servizi configurabili via software. All’utente non serviva sapere quale macchina fisica stesse eseguendo un’applicazione: proprio questa astrazione ha permesso al cloud di crescere fino a diventare l’infrastruttura predefinita per una parte importante dell’economia moderna.
L’intelligenza artificiale sta però invertendo, almeno in parte, questa logica.
Quando si lavora con modelli di AI, le caratteristiche fisiche dell’infrastruttura tornano a contare. Il tipo di GPU, la quantità e la velocità della memoria, la topologia delle connessioni tra acceleratori, il throughput dello storage e la latenza della rete possono influire direttamente sul tempo necessario per addestrare un modello e, quindi, sul costo reale del progetto.
È in questo contesto che si stanno affermando i neocloud: provider specializzati in infrastrutture per intelligenza artificiale e calcolo ad alte prestazioni, costruiti intorno a GPU, fabric di rete ad alta velocità e workload fortemente accelerati, anziché intorno a un catalogo generalista di centinaia di servizi.
Non si tratta più di una nicchia. Gartner prevede che la spesa mondiale per infrastrutture AI-optimized erogate come servizio raggiungerà i 42,3 miliardi di dollari nel 2026, con una crescita del 96,4% rispetto al 2025, per poi arrivare a 66,1 miliardi nel 2027. Sempre nel 2026, la spesa per infrastrutture dedicate all’inferenza dovrebbe superare quella per il training: 23,3 miliardi di dollari contro 19 miliardi.
Il cloud, quindi, non sta scomparendo. Si sta specializzando.
Un neocloud è un provider di infrastruttura cloud progettato principalmente per workload di intelligenza artificiale, machine learning e high-performance computing.
La differenza rispetto a un cloud tradizionale non è semplicemente la presenza di GPU nel listino. Anche AWS, Microsoft Azure e Google Cloud offrono istanze accelerate. Ciò che caratterizza un vero neocloud è il fatto che l’intera piattaforma (server, rete, storage, scheduler e modello operativo) sia stata progettata intorno a workload GPU-intensive.
Cisco descrive i neocloud come infrastrutture specializzate che combinano l’elasticità del public cloud con accelerazione GPU dedicata. Le architetture più evolute utilizzano cluster ad alta densità, accesso bare metal o con virtualizzazione ridotta, reti InfiniBand oppure Ethernet lossless con RDMA e RoCE, e collegamenti da 400 o 800 Gbit/s per gestire l’enorme traffico est-ovest generato dalla sincronizzazione tra GPU.
Un provider “classico” è, per usare una metafora, un grande supermercato tecnologico. Offre compute, database, analytics, identity management, networking, serverless, messaggistica, cybersecurity e centinaia di servizi gestiti sotto lo stesso perimetro commerciale.