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The Duskbloods, prime impressioni dopo la closed beta
Ormai FromSoftware rappresenta senza dubbio una delle software house più rinomate al mondo, soprattutto dopo il successo stratosferico di capolavori come Bloodborne, Sekiro ed Elden Ring. Qualsiasi cosa venga annunciata dalla compagnia attira immediatamente l'attenzione dell'intera comunità videoludica, proprio come accaduto lo scorso anno con la rivelazione di The Duskbloods, il primo titolo dello studio realizzato in esclusiva per Nintendo Switch 2. Per oltre un anno questo nuovo progetto, diretto dallo stesso Hidetaka Miyazaki, è rimasto avvolto nel mistero. Le poche informazioni disponibili parlavano di un'esperienza multiplayer piuttosto atipica, senza però che la software house o lo stesso Miyazaki si sbilanciassero troppo nel descriverne nel dettaglio la struttura.
Il titolo, previsto in teoria per la fine del 2026, è rimasto nell'ombra fino a pochi giorni fa, quando alcuni trailer e diverse interviste lo hanno finalmente mostrato in azione, permettendo inoltre ad alcuni utenti selezionati - tra cui il sottoscritto - di provare la closed beta. Dopo diverse ore trascorse in compagnia di The Duskbloods, posso finalmente raccontarvi nel dettaglio cosa punta a diventare il nuovo titolo di FromSoftware.
Come raccontato dallo stesso Miyazaki in diverse interviste, The Duskbloods è un titolo incentrato su una sfida multiplayer nella quale un massimo di otto giocatori si affrontano all'interno di un'ampia area, che ricorda una sorta di Chalice Dungeon di Bloodborne o Elden Ring in versione più ristretta e semplificata. Lì sono presenti numerosi nemici da abbattere e oggetti da trovare per potenziare il proprio personaggio, dando vita a una sorta di elaborata esperienza PvPvE con elementi tipici dei soulslike. Facciamo però un passo indietro. La mia avventura con The Duskbloods inizia con un esaustivo tutorial che spiega tutte le meccaniche che coinvolgono i Sanguinatori, ovvero i personaggi che potremo utilizzare nel gioco. Sono infatti diversi i loschi figuri tra cui scegliere per affrontare le varie sfide, ognuno caratterizzato da abilità e poteri unici.
Teoricamente, in pieno stile FromSoftware, esiste anche una storia legata a ogni protagonista e al mondo di gioco, con la promessa di filmati e ulteriori spiegazioni nella versione completa. Per il momento, però, all'interno della beta qualsiasi elemento legato alla mitologia è stato lasciato in secondo piano. In questa prova era possibile utilizzare sei personaggi: Albert è un classico vampiro dall'aspetto elegante, capace di manipolare il sangue e combattere con una spada, oltre a lanciare contro i nemici delle vere e proprie onde di sangue tagliente; Jan dei Mano di Sangue è invece un individuo dall'abbigliamento piuttosto discutibile, armato di una grossa ascia e capace di sparare fiamme da un cristallo conficcato in una mano.
Abbiamo poi Trang Lanh, un'assassina capace di diventare invisibile e armata di un grosso chakram, e Layla la Cecchina, che combatte con delle lame e, come suggerisce il nome, con un fucile a lungo raggio. Completano il gruppo il senatore Samir Patres, dotato di uno stocco, e Zork, una sorta di palombaro in grado di caricare gli avversari con un jetpack e lanciare missili ad area.
Nonostante possa sembrare un gioco incentrato principalmente sul PvP, The Duskbloods punta in realtà a offrire diverse strade per vincere una partita. Lo stesso Miyazaki ha raccontato di non essere particolarmente bravo negli scontri contro altri giocatori e, per questo, di aver voluto creare un'esperienza nella quale anche chi non eccelle nel PvP possa divertirsi e avere concrete possibilità di vittoria. Da questa filosofia nasce il sistema delle Virtù.
Ogni sessione di gioco è divisa in quattro fasi e l'obiettivo principale è raccogliere quanta più Virtù possibile, così da evitare di essere eliminati. All'ultima fase possono accedere soltanto i tre giocatori che ne hanno accumulata di più e che dovranno poi affrontarsi in una battaglia finale nella quale vincerà l'