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Green Climate Fund: dopo il Nepal bisogna rilanciare i fondi
Almeno 2,2 milioni di tonnellate di detriti si sono accumulate nelle aree del Nepal esaminate dopo le alluvioni del 26 agosto. La United Nations Development Programme ha inoltre registrato lo stop di 11 centrali idroelettriche e di un impianto solare, per una capacità complessiva di 431,1 MW, oltre ai danni subiti da 15 progetti energetici ancora in costruzione. La valutazione preliminare dell’UNDP restituisce così la dimensione materiale del disastro.
L’evento ha interessato il sistema Bhote Koshi-Trishuli. Le prime analisi indicano come innesco il collasso di roccia e ghiaccio, mentre gli scienziati considerano ancora prematuro attribuire direttamente questa singola catastrofe al riscaldamento globale. La cautela sull’attribuzione non modifica il quadro dei danni né la necessità di proteggere infrastrutture e comunità esposte alle piene nei bacini alimentati dai ghiacciai.
Su questo scenario è intervenuta Mafalda Duarte, direttrice esecutiva del Green Climate Fund. Parlando con Agence France-Presse, Duarte ha indicato le alluvioni nepalesi e gli incendi europei come segnali della necessità di riportare l’azione climatica e i relativi finanziamenti tra le priorità politiche internazionali. Conflitti e altre emergenze, ha spiegato, stanno facendo arretrare il clima nell’agenda, sebbene i capitali possano essere mobilitati rapidamente quando esiste una precisa volontà politica.
Il Green Climate Fund è l’organismo multilaterale della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici incaricato di finanziare mitigazione e adattamento nei Paesi in via di sviluppo. I dati citati da AFP indicano investimenti complessivi per 19 miliardi di dollari in 134 Paesi. La scheda ufficiale dedicata al Nepal elenca sei progetti sostenuti dal fondo, con 157 milioni di dollari di finanziamenti.
Tra le iniziative figura un progetto sviluppato con l’UNDP per proteggere la popolazione dalle piene dei laghi glaciali e dalle alluvioni nei bacini alimentati dai ghiacciai. Il programma si inserisce quindi nello stesso perimetro di rischio emerso con il disastro di agosto, pur senza stabilire un legame diretto tra il singolo evento e il cambiamento climatico.
Il richiamo di Duarte è arrivato durante il vertice annuale dei leader delle isole del Pacifico a Palau. In questa regione il Green Climate Fund dichiara di aver raddoppiato in tre anni gli investimenti destinati all’adattamento, portandoli a 1 miliardo di dollari. Il fondo sostiene inoltre di avere ridotto a circa nove mesi il tempo medio necessario per accedere alle risorse.
Il riferimento agli incendi e alle ondate di calore registrati in Europa amplia il perimetro dell’intervento: gli effetti associati agli estremi climatici coinvolgono anche i Paesi sviluppati. La richiesta avanzata da Duarte riguarda quindi sia il livello dei finanziamenti sia la posizione del clima nelle decisioni politiche internazionali, mentre per le alluvioni nepalesi resta ferma la riserva scientifica sull’attribuzione diretta del singolo episodio.
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