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Quando il finale di un videogioco ti lascia senza fiato: 5 storie che spezzano il cuore
Proprio come nei film, nelle serie e negli anime, anche le storie nei videogiochi sanno essere così ben scritte da regalarci finali tanto emozionanti da diventare memorabili. Finali che, una volta raggiunti, ci hanno fatto rimanere immobili con il pad in mano a fissare lo schermo.
Final Fantasy X ci fa credere per buona parte della storia che il sacrificio finale sarà quello di Yuna. Tuttavia, quando Sin viene sconfitto è Tidus a dover scomparire e il gioco ci fa vivere questo momento con grande intensità emotiva. Yuna prova ad abbracciarlo, ma gli passa attraverso perché il suo corpo sta ormai svanendo, e alla fine resta lì, senza poter fare nulla.
Vestiamo i panni di Lee Everett, un uomo che durante l’apocalisse zombie incontra Clementine, una bambina rimasta sola dopo la scomparsa dei genitori. Tra i due nasce presto un rapporto simile a quello di un padre con una figlia. Lee cerca di proteggerla, le insegna come sopravvivere e, senza saperlo, la prepara anche al momento in cui dovrà continuare senza di lui. Momento che arriva alla fine, quando Lee viene morso da uno zombie e ormai non c’è più modo di salvarlo. Nell’ultima scena è insieme a Clementine e sa che presto si trasformerà, e Lee può chiederele di sparagli, oppure lasciare che si trasformi. Una scena straziante ed emozionante che segna l'apice del rapporto coltivato lungo tutto il gioco.
Nel finale, Snake sconfigge The Boss nel campo di fiori bianchi e, arrivato il momento di ucciderla, il gioco mette nelle mani del giocatore l'azione di premere il grilletto di ucciderla. Un'azione apparentemente facile, in quel momento, peccato che soltanto dopo averlo fatto scopriamo che The Boss non era una traditrice e che aveva accettato di esserlo agli occhi del mondo e di morire perché la missione potesse concludersi. Insomma, non solo è una rivelazione devastante, ma ci fa sentire anche in colpa perché ad aver sparato siamo stati fisicamente noi.
Il finale del primo gioco è devastante. Joel arriva all’ospedale delle Luci e quando scopre che Ellie dev'essere sacrificata nella speranza di poter ottenere un vaccino (cosa non certa), lui non è pronto a perderla per un bene superiore. Quindi la porta via con la forza, uccide chi prova a fermarlo e, quando lei si risveglia, le racconta una bugia. Ma il punto emotivamente devastante è quando Ellie gli chiede di giurare che tutto quello che ha raccontato sia vero e Joel la guarda negli occhi e giura sapendo di mentire.
John Marston per tutto il gioco insegue la possibilità di tornare dalla sua famiglia e smettere di essere l’uomo che era stato. Quando finalmente ci riesce, Red Dead Redemption gli dà anche l'illusione di potersi godere quella nuova tranquillità, peccato che dopo un po' arrivano gli uomini del governo alla fattoria distruggendo tutto. John fa scappare Abigail e Jack e rimane nel fienile davanti a un plotone di esecuzione. La cosa ancora più crudele è che il gioco permette di attivare persino il Dead Eye, lo stesso strumento che fino a quel momento aveva permesso di uscire vivi da situazioni assurde, eppure questa volta non basta. John viene ucciso e la storia continua anni dopo con Jack ormai adulto mentre cerca Edgar Ross, l’uomo responsabile della morte del padre. Vediamo che lo trova e lo uccide in un duello, sancendo definitivamente la distruzione di ogni speranza. Perché per quanto John aveva provato a tenere lontano il figlio da quella vita, alla fine non ci riesce.
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