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Ecosia Browser arriva su Linux: privacy e sostenibilità contro i monopoli tech
Ecosia Browser è ora disponibile anche su Linux. Il motore di ricerca berlinese estende così il proprio browser desktop a una piattaforma particolarmente sensibile ai temi della privacy, del software aperto e dell’indipendenza dalle grandi infrastrutture statunitensi. La distribuzione avviene tramite Snap Store, dove il pacchetto è pubblicato da un account verificato di Ecosia e può essere installato con il comando sudo snap install ecosia.
Su Ubuntu, Snap è normalmente già disponibile e il browser può essere cercato anche nell’App Center; sulle altre distribuzioni potrebbe essere necessario configurare prima snapd.
Il lancio arriva mentre Linux continua a guadagnare spazio nel mercato desktop europeo. Secondo i dati StatCounter citati da Ecosia, la quota del sistema operativo sarebbe salita dal 2,5% del 2024 a quasi il 5,7% nel 2025, mentre Windows sarebbe sceso da un massimo dell’80,2% nel 2024 a un minimo del 74,2% nel 2025. Sono numeri che spiegano perché una community composta da sviluppatori, professionisti IT e utenti attenti alla riservatezza sia diventata un obiettivo interessante per i produttori di browser.
Per Ecosia non si tratta del debutto assoluto nel settore. Il suo browser orientato alla sostenibilità era stato lanciato nel 2024, mentre l’arrivo su Linux colma una lacuna importante nell’offerta desktop. Nel 2025 la società aveva anche attirato l’attenzione con una proposta simbolica per acquisire Chrome, un’iniziativa che aveva ribadito la sua volontà di proporsi come alternativa a Google.
La comunicazione di Ecosia insiste su tre direttrici: tutela del clima, riservatezza e sovranità digitale. L’azienda afferma di destinare i ricavi pubblicitari a progetti ambientali, inclusa la piantumazione di alberi, e descrive il proprio servizio come privo di tracciamento e pubblicità personalizzata.
Il tema dell’indipendenza digitale riguarda anche l’infrastruttura di ricerca. Ecosia e la francese Qwant collaborano attraverso la joint venture European Search Perspective, che sta costruendo un indice web europeo già attivo in Francia e Germania. Secondo Ecosia, soggetti terzi, compresi altri motori e fornitori di servizi basati sull’intelligenza artificiale, possono accedervi attraverso l’interfaccia Staan. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dagli algoritmi e dai dati raccolti dai grandi operatori extraeuropei.
Il contesto normativo rende questa strategia più concreta. Il 16 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato misure vincolanti nell’ambito del Digital Markets Act per disciplinare la condivisione dei dati di Google Search. Le regole prevedono che Alphabet metta a disposizione dei motori concorrenti idonei dati anonimizzati relativi a query, clic, visualizzazioni e posizionamento dei risultati, a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. Non si tratta della consegna degli algoritmi di Google, ma di dati che possono aiutare i concorrenti a migliorare le proprie tecnologie di ricerca.
Christian Kroll, fondatore e CEO di Ecosia, definisce gli utenti Linux pionieri della sovranità digitale e della sostenibilità. Il messaggio è chiaro: il nuovo browser vuole intercettare chi cerca un’alternativa ai prodotti dominanti senza rinunciare a un’esperienza desktop completa. La disponibilità tramite Snap semplifica installazione e aggiornamenti, ma implica anche che gli utenti di distribuzioni non basate su Ubuntu debbano verificare la compatibilità e configurare il relativo gestore.
L’espansione su Linux rafforza quindi una competizione che non riguarda più soltanto velocità e funzioni. Browser e motori di ricerca sono diventati punti di controllo per dati, pubblicità e accesso all’informazione; Ecosia prova a distinguersi collegando il prodotto a obiettivi ambientali e a un’infrastruttura europea. La riuscita dell’operazione dipenderà dall’adozione reale nella community e dalla capacità di mantenere nel tempo le promesse su privacy, indipendenza e qualità della navigazione.
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