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Una stella passa vicinissima al buco nero al centro della Via Lattea
Gli astronomi che studiano il centro della Via Lattea hanno annunciato di recente la scoperta di S301, una stella che percorre un'orbita estremamente allungata attorno a Sagittarius A*. Nel punto di massimo avvicinamento passa a circa 1,7 miliardi di chilometri dal buco nero supermassiccio: una distanza che rende eccezionali sia il suo moto sia l'aspetto che il cielo avrebbe per un ipotetico osservatore vicino alla stella.
S301 non sembra particolarmente insolita per composizione o struttura. È paragonabile al Sole, ma risulta più massiccia, calda e luminosa. La peculiarità deriva dalla sua appartenenza all'ammasso delle stelle S, la popolazione di astri che orbita nella regione dominata dalla gravità di un buco nero da circa 4,3 milioni di masse solari. Molti di questi oggetti vengono osservati nell'infrarosso, capace di attraversare parte della polvere che oscura il centro galattico; anche il Very Large Telescope dell'ESO ha ripreso questa zona.
Il precedente primato apparteneva a S2, che durante la propria orbita arrivava a circa 18 miliardi di chilometri dal buco nero. Il passaggio di S301 riduce questa distanza a circa 1,7 miliardi di chilometri, poco più della separazione media tra il Sole e Saturno. In prossimità del pericentro, la stella accelererebbe fino a circa 90 milioni di chilometri orari, seguendo comunque un'orbita compatibile con l'intenso campo gravitazionale locale.
Da quella posizione, l'ombra del buco nero apparirebbe larga oltre un grado nel cielo, più del doppio del diametro apparente della Luna piena vista dalla Terra. L'anello di materiale luminoso che circonda Sagittarius A* potrebbe invece estendersi per circa quattro gradi. Si tratta di dimensioni apparenti calcolate: nessuno strumento sta osservando il cielo dalla superficie di S301, e le immagini terrestri del buco nero restano molto meno dettagliate.
La vicinanza avrebbe conseguenze poco ospitali. Le ricostruzioni dell'attività passata suggeriscono che, circa due secoli fa, il materiale in caduta verso Sagittarius A* abbia generato brillamenti di raggi X centinaia di migliaia di volte più luminosi del Sole. A quella distanza la dose sarebbe stata letale. Anche la presenza di pianeti è considerata improbabile: la gravità del buco nero destabilizzerebbe le orbite planetarie più ampie, mentre eventuali mondi vicini a S301 sarebbero esposti all'intensa radiazione della stella.
La velocità cambierebbe anche i colori percepiti attraverso l'effetto Doppler relativistico. La luce proveniente dalla direzione del moto verrebbe spostata verso lunghezze d'onda più corte, mentre quella alle spalle della stella tenderebbe verso lunghezze d'onda maggiori. Le tipiche nubi rosse di idrogeno della Via Lattea potrebbero quindi apparire più arancioni durante l'avvicinamento e di un rosso più profondo durante l'allontanamento.
Entrerebbe in gioco anche l'aberrazione della luce, lo stesso principio per cui la pioggia sembra arrivare inclinata contro il parabrezza di un veicolo in movimento. Alla velocità di S301, la posizione apparente degli oggetti celesti potrebbe spostarsi di oltre quattro gradi, comprimendo il cielo davanti alla direzione del moto e dilatandolo alle spalle. Sono conseguenze teoriche ricavate dall'orbita osservata e dalla relatività, non immagini realmente registrate dalla stella.
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