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Super Mario 64: il gioco che mi ha insegnato a sognare e a non smettere mai di divertirmi
Il 23 giugno del 1996, Nintendo lancia in Giappone il Nintendo 64 insieme a Super Mario 64 e una manciata di altri titoli (tra cui Wave Race 64). All'epoca non lo sapevamo, ma Super Mario 64 avrebbe riscritto la storia dei videogiochi. E sopratutto, io non lo sapevo, ma il gioco di Miyamoto mi avrebbe segnato la vita per sempre.
All'epoca ero già un accanito videogiocatore, un dodicenne che passava le giornate a giocare con il NES, il Super Nintendo, l'Amiga e il Game Boy. Un "parco giochi" niente male vero? Avevo già adocchiato e giocato con alcuni titoli per SEGA Saturn e PS1 ma come molti possessori di SNES stavo aspettando con ansia il Nintendo 64 da almeno due anni, da quando vidi la prima foto mockup della console e del controller sulle riviste dell'epoca.Ai tempi la console si chiamava Ultra 64 e sarebbe dovuta uscire nel 1994 ma in realtà così non andò e io restai affezionato al mio Super Nintendo che nel frattempo si manteneva in vita grazie a capolavori come Donkey Kong Country e Yoshi's Island Super Mario World 2.Il Nintendo 64 arriverà in Europa solamente ad aprile del 1997 ed entrò in casa mia a giugno 1997 come regalo di promozione dalla seconda alla terza media. Ovviamente con lui c'era Super Mario 64.
Non c'era nulla di paragonabile a Super Mario 64 all'epoca. E se su PlayStation si giocava a Tomb Raider e Resident Evil e i possessori di SEGA Saturn potevano godersi i porting dei giochi arcade di SEGA, su Nintendo 64 si scriveva la storia.
Non dimenticherò mai la prima volta che inserì la cartuccia nella console: faccione di Mario pronto da deformare premendo lo stick analogico, tasto Start e si parte, da un tubo verde esce Mario, wooow, si gioca! Siamo nel giardino del castello della Principessa Peach, inizio ad esplorarlo, ovviamente mi butto subito in acqua, noto subito porte e grate chiuse... come si fa ad entrare? Boooh!
Dopo una buona mezz'ora spesa a girovagare e provare a fare i salti e le mosse lette nel manuale (dalla culata al triplo salto) decido di entrare nel castello: c'è Lakitu che mi punta la telecamera e parte una breve cutscene ma... veloce, voglio giocare!Varcata la soglia del castello mi accoglie la risata malefica di Bowser e io cerco di capire cosa fare. Tutte le porte sono chiuse, tranne una (ma ci metto almeno dieci minuti a trovarla). C'è un quadro con raffigurati dei Bob-omba, mi ci tuffo dentro con un triplo salto ed ecco che ho trovato il primo livello, Bob-omb Battlefield!
Se è un sogno non svegliatemi vi prego. Le ambientazioni e i personaggi che avevo amato nei giochi 2D di Mario qui sono in tre dimensioni, molto spigolosi a dire il vero, ma in 3D! La libertà di azione è totale, posso volare in aria sparato da un cannone, posso fare skateboard sui gusci di tartaruga, posso fare letteralmente quello che voglio! Parto alla ricerca della prima stella, poi delle monete rosse e piano piano inizio a prendere confidenza con le strutture dei livelli e i fondamentali del gameplay.
Si sbloccano nuove porte e nuovi livelli, alcuni mi fanno paura e cerco di ignorarli: sì, mi riferisco a Jolly Roger Bay, il livello acquatico. Musica tetra e atmosfera decadente, non fa proprio per me. Ancora oggi quel livello mi fa paura, sopratutto la murena in fondo al mare la odio.In un crescendo di emozioni c'è la prima battaglia con Bowser, si aprono le porte per accedere a nuovi piani del castello, scopro i primi livelli segreti (come lo scivolo della Principessa Peach), sblocco gli interruttori per i cappelli magici e via, tutto divertentissimo. E quella fontana nel giardino sul retro? Che c'è scritto sulla targhetta? L is Real 2401, scoprirò poi... allora c'è anche Luigi nel gioco!
Passo le giornate a girare in tondo alla fontana, a dare sederate nell'acqua... ma nulla, niente Luigi non c'è, non si sblocca. Eppure su Console Mania dicevano che girando cento volte intorno alla fondata si sarebbe sbloccato. Vabbè, ci ho provato.
Raggiungo il traguardo delle 70 stelle ma non è una passeggiata: alc