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Ruba 301 iPad e 129 Chromebook ma il carcere non è previsto: succede in Scozia
301 iPad e 129 Chromebook, acquistati per essere distribuiti agli utenti vulnerabili dei servizi durante la pandemia, sono stati sottratti dall’uomo incaricato di gestirne la consegna. Il valore complessivo dei dispositivi raggiunge 124.644,96 sterline. Il responsabile, Bobby Lee Smith, è stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita dalla Glasgow Sheriff Court, ma ha evitato una pena detentiva.
Smith, 37 anni, lavorava per la Glasgow City Health and Social Care Partnership dall’ottobre 2019, con un incarico legato all’occupabilità. Durante la pandemia gli era stato affidato un programma che prevedeva la distribuzione di migliaia di dispositivi elettronici agli utenti dei servizi assistenziali. La disponibilità dell’hardware doveva aiutare persone vulnerabili ad accedere alle attività previste dal progetto.
Il sistema di gestione comprendeva un foglio di calcolo sul quale registrare i dispositivi consegnati alle diverse organizzazioni. Smith aveva quindi accesso sia all’hardware sia alla documentazione impiegata per seguirne la distribuzione. Il controllo delle registrazioni ha fatto emergere una quantità consistente di apparecchi non contabilizzati rispetto alle dotazioni affidate al programma.
Il periodo contestato dall’accusa va dal 28 luglio 2020 al 21 luglio 2021. Nell’arco di quei dodici mesi risultarono mancanti complessivamente 430 dispositivi: i 301 tablet Apple rappresentavano la parte più consistente, ai quali si aggiungevano 129 Chromebook. Le quantità e il valore dell’hardware hanno costituito la base dell’accusa di appropriazione indebita.
Alcune consegne erano state indirizzate direttamente all’abitazione di Smith e altre alla casa dei suoi genitori. Gli elementi disponibili non chiariscono però i successivi passaggi compiuti dall’hardware. Non è noto che fine abbiano fatto i dispositivi, che risultano ancora privi di una destinazione finale accertata.
La Glasgow Sheriff Court ha condannato Smith a 300 ore di lavoro non retribuito. La pena comprende inoltre nove mesi di controllo elettronico, con un coprifuoco quotidiano dalle 19:00 alle 07:00. In questa fascia oraria l’ex dipendente dovrà rimanere presso l’indirizzo stabilito e sarà sottoposto al monitoraggio previsto dalla sentenza.
La sheriff Shona Gilroy ha motivato la scelta di escludere il carcere richiamando il tempo trascorso dai fatti, le condizioni attuali dell’imputato e il percorso successivo al reato. La decisione ha tenuto conto anche degli obiettivi di riabilitazione e punizione, affidati in questo caso al lavoro non retribuito, al controllo elettronico e alle limitazioni imposte dal coprifuoco.
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