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Persona 4 Revival riuscirà a conquistare i fan dopo il successo di P3 Reload e P5 Royal?
Persona 4 Revival si presenta come un remake fedele all'originale, rinnovato graficamente e nel gameplay, con nuove meccaniche ispirate ai successi Atlus.
Persona 5 è stato uno spartiacque fondamentale per la saga Atlus, dando inizio a un percorso che la software house giapponese sta perseguendo con convinzione con lo sviluppo dei capitoli passati (e più amati) della serie. E quindi, dopo aver rivissuto l'epopea di Persona 3 con Reload, e prima di capire dove ci porterà il franchise con P6, è il momento di volgere lo sguardo a Persona 4 Revival, uno dei giochi protagonisti alla Gamescom 2026: abbiamo giocato una breve sezione corrispondente all'inizio del remake e, successivamente, abbiamo potuto scambiare qualche chiacchiera con il producer Kazuhisa Wada.
Sicuramente, al pari di P3 Reload e sulla scia del "capostipite" del nuovo corso, ovvero P5 Royal, uno degli aspetti più sorprendenti di questo remake è la messa a nuovo di tutto l'impianto visivo, a partire dalle splendide sequenze animate realizzate ancora una volta dal celeberrimo e pluri-acclamato Studio MAPPA.
Ora, è opportuno capire che - un po' come la serie di Yakuza - i vari capitoli di Persona sono profondamente radicati, artisticamente e narrativamente, nell'epoca in cui sono usciti, e nel caso di P4 Revival parliamo dei primi anni 2000. Sarete felici di sapere che, sotto questo aspetto, l'anima dell'opera è stata mantenuta perfettamente intatta, e lo si capisce semplicemente iniziando l'avventura e ammirando il sempre avvolgente contesto urbano, domestico e scolastico in cui ci cala la storia. "Quando abbiamo realizzato Persona 3 Reload", ha detto Wada, "abbiamo deciso di mantenere intatta l'ambientazione storica originale e abbiamo seguito lo stesso principio anche con Persona 4 Revival. Inizialmente abbiamo valutato la possibilità di aggiornare alcuni elementi, ma ci siamo resi conto che il gioco era nato in un momento storico molto particolare. In Giappone, per esempio, si stava vivendo il passaggio dai televisori CRT a quelli al plasma e stavano cambiando anche molti aspetti legati alle emittenti televisive locali. Abbiamo quindi deciso che, per preservare le intenzioni dell'opera originale, fosse necessario mantenere quell'ambientazione temporale".
Riportare in vita Persona 4 significa farlo non solo in termini ludici e visivi, ma soprattutto a livello di essenza. Il team di Revival aveva chiaramente in testa questo obiettivo: Con Persona 4 Revival vogliamo preservare la sensazione generale del gioco originale. Questo significa non modificare la storia e non tradire i personaggi e le loro identità.
Allo stesso tempo, realizzare un remake completo non significa semplicemente migliorare la grafica, gli eventi e l'aspetto visivo per adeguarli agli standard contemporanei. Significa anche riesaminare tutti i sistemi di gioco e riprogettarli affinché rispondano agli standard moderni del gameplay, permettendo al pubblico di godersi l'esperienza con una sensibilità contemporanea".Non dimentichiamo però che esiste già una versione più o meno "definitiva" dell'originale P4, ovvero Persona 4 Golden, uscito originariamente per PS Vita. Al di là di una ristrutturazione a livello grafico, per avvicinare il remake alla direzione artistica iniziata con P5, Atlus ha dovuto esaminare attentamente cosa aggiungere o espandere senza appesantire inutilmente un gioco già di per sé molto ricco. E la chiave per dar vita a questo mix guarda inevitabilmente alle conquiste raggiunte con Reload e Royal."Durante lo sviluppo di Persona 3 Reload abbiamo imparato molto", ha dichiarato Wada ai nostri microfoni. "Persona 5 Royal, per esempio, ha avuto una forte influenza sul sistema di combattimento e su altri aspetti del gioco. Sapevamo che, dopo aver giocato a un Persona moderno come Royal, sarebbe stato difficile tornare ai sistemi dei capitoli più vecchi. Volevamo quindi rendere l'esperienza accessibile e intuitiva anche per chi si è avvicinato alla serie attraverso i titoli più rece