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Famiglia nel bosco, Cantelmi 'no a giustizialismo, ma commessi errori'
"Non amo il giustizialismo e,
nonostante abbia espresso un'opinione dissenziente rispetto
all'operato del servizio sociale, non imputo malafede né approvo
l'avvio di procedimenti disciplinari di nessun tipo, come
diffuso da alcuni organi di stampa, e auguro che D'Angelo possa
lavorare serenamente": è quanto dichiara lo psichiatra Tonino
Cantelmi, consulente del legale che assiste i coniugi della
'famiglia nel bosco'. "Questo non vuol dire che il mio giudizio
sull'operato e sulle competenze messe in campo sia cambiato: il
patatrac è avvenuto nei mesi che hanno preceduto il prelievo dei
bambini, peraltro gestito con modalità incredibili: è stato
fatto a novembre, nel tardo pomeriggio, quando già era buio, con
due gazzelle dei carabinieri di scorta e una decina di persone
presenti".
"Gli errori che imputo - prosegue Cantelmi - sono la mancanza
di una mediazione linguistica, la mancanza della conoscenza
della lunga e complessa storia della coppia genitoriale,
l'incapacità di instaurare un rapporto cooperativo e
collaborativo, che invece avvenne con il servizio sociale di
Bologna che incoraggiò Catherine a ritornare con fiducia a
Palmoli e riprendere i contatti con il servizio sociale locale".
"Soprattutto - aggiunge lo psichiatra - imputo l'incapacità
di valutare alternative e metterle in atto, la rarità degli
incontri, l'uso delle forze dell'ordine, l'incapacità di creare
un legame empatico e collaborativo e, soprattutto, il non aver
valutato la sproporzione della sottrazione dei bambini ai
genitori rispetto alle criticità osservate. Il prelievo ha
spazzato via decenni di studi: i bambini hanno bisogno
innanzitutto dell'amore dei loro genitori, poi di tutto il
resto".
"In questo caso l'amore dei genitori c'era: nessun abuso,
nessun pericolo immediato, solo tanta incapacità di comprendere
la profondità umana della coppia. Ecco, questo io imputo al
servizio sociale, esprimo le mie critiche che credo legittime,
ma non sopporto l'attacco personale alla dottoressa D'Angelo, la
criminalizzazione o le accuse di malafede". Cantelmi, infine,
augura a Veruska D'Angelo, sostituita nel procedimento da
un'altra assistente sociale, la serenità necessaria per
proseguire il suo lavoro.
Famiglia nel bosco, Cantelmi 'no a giustizialismo, ma commessi errori'
VASTO,
08 settembre 2026, 12:22
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