// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Videogiochi, l'IA spaventa il 61% degli sviluppatori
La prospettiva di dover lavorare più velocemente e produrre una quantità maggiore di contenuti preoccupa il 61% degli sviluppatori di videogiochi europei coinvolti nel Big Games Industry Employment Survey 2026. Il timore di una riduzione della domanda per il proprio ruolo, o della sua completa scomparsa, riguarda invece il 35% degli intervistati. I dati descrivono quindi un’industria che associa l’adozione dell’intelligenza artificiale generativa soprattutto all’intensificazione dei ritmi produttivi.
Il cambiamento, per una larga parte del campione, è già iniziato: il 78% afferma che l’IA ha modificato il proprio modo di lavorare. L’indagine non presenta ancora un quadro definitivo sull’impatto occupazionale, ma registra quanto la tecnologia sia entrata nei processi quotidiani e nelle aspettative delle aziende. La pressione percepita riguarda sia la velocità di esecuzione sia il volume di contenuti richiesto.
I numeri arrivano dalla decima edizione del Big Games Industry Employment Survey, organizzato da Values Value insieme alla piattaforma professionale InGame Job. La ricerca è dedicata alle condizioni di lavoro nell’industria videoludica e raccoglie le valutazioni di chi opera nel settore, comprese le preoccupazioni legate all’introduzione di nuovi strumenti nei flussi produttivi.
L’analisi dei dati preliminari è stata curata da Tanja Loktionova. I primi risultati sono stati presentati nell’agosto 2026 durante gamescom dev, concentrandosi sul rapporto tra IA, organizzazione del lavoro e sicurezza professionale. Il confronto tra il 61% preoccupato dall’aumento delle richieste e il 35% che teme per la continuità del proprio ruolo definisce con precisione la diversa intensità delle due paure.
Il quadro resta per ora parziale. Values Value e InGame Job prevedono di pubblicare il rapporto completo nel novembre 2026, quando saranno disponibili l’analisi estesa e un contesto più ampio per interpretare le risposte. I numeri diffusi finora misurano le esperienze e le aspettative dichiarate dagli intervistati: non quantificano posti di lavoro già eliminati né dimostrano una contrazione effettiva dell’occupazione.
Quanto emerso indica però che l’impatto dell’IA viene già avvertito ben prima di un’eventuale sostituzione dei ruoli. Per molti professionisti, il cambiamento concreto passa attraverso obiettivi più serrati e una maggiore produzione richiesta nello stesso arco di tempo. Sarà il rapporto completo a chiarire la portata del fenomeno e a fornire ulteriori elementi sulle condizioni lavorative dell’industria videoludica europea.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google