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Anteprima Magic Reality Fracture: quando Jace Beleren perde il controllo del multiverso (e ne crea uno nuovo)
Wizards of the Coast ci ha aperto le porte di un evento stampa dedicato al debutto della prossima grande espansione di Magic: The Gathering, Reality Fracture, e abbiamo potuto vedere in anteprima carte, meccaniche e storia prima del suo lancio.
Il set arriva a chiudere un arco narrativo lungo tre anni, iniziato con Le Terre Selvagge di Eldraine, e lo fa mettendo al centro uno dei personaggi più iconici di tutta Magic: Jace Beleren. Preparatevi, perché qui non si parla di una nuova minaccia esterna da sconfiggere: il pericolo, questa volta, nasce direttamente dalla mente del protagonista.
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Per raccontare come si arriva a Reality Fracture bisogna partire da lontano, o meglio, da quanto Jace Beleren abbia dovuto sopportare negli ultimi anni. Prima i Phyrexiani, poi gli Eldrazi, e infine l'ennesima cancellazione della memoria per mano di Nicol Bolas: il mente-mago più potente del multiverso ha raggiunto il suo punto di rottura.
Jace non vuole più essere il dito nella diga contro ogni minaccia che si affaccia sul multiverso: ha deciso che il problema va risolto alla radice, e per farlo si è messo a costruire un multiverso completamente nuovo, pezzo per pezzo.
Questo nuovo multiverso si chiama Echoverse, ed è forgiato a immagine e somiglianza di Jace stesso: persone, piani, storie, tutto completo, ma privo di ogni minaccia che lo abbia mai tormentato. Niente Phyrexiani, niente Eldrazi, niente Nicol Bolas. Peccato che il piano non si fermi qui: Jace non vuole affiancare questo mondo perfetto a quello reale, vuole sovrascriverlo, cancellando le versioni autentiche di tutti quelli che conosce per sostituirle con versioni aggiornate, migliori, almeno secondo la sua prospettiva.
Il teatro di tutto questo è Hexhaven, la versione distorta e personale che Jace ha creato di Strixhaven: una torre alta diecimila piedi che si arrampica nel cielo, con il suo santuario privato in cima, e con una geometria che sfida la gravità in stile Escher, dove è possibile camminare tanto sui pavimenti quanto sui soffitti.
La maggior parte dei suoi abitanti, però, non sono persone a tutti gli effetti, ma figure automa: a Jace, per quanto potente, sarebbe servito troppo tempo per dare vita a un multiverso intero abitante per abitante, ed è anche per questo che ha bisogno di sovrascrivere il nostro.
Per realizzare un progetto simile, Jace non poteva fidarsi di chiunque, soprattutto dopo che Vraska, la sua compagna, coinvolta fin dall'inizio nei suoi piani, ha avuto un ripensamento durante gli eventi di Tarkir: Dracotempesta e ha cercato di convincerlo a fermarsi. Così Jace ha creato dal nulla, tra le mura di Hexhaven, un nuovo essere: una protetta di nome Tam, questa volta pienamente reale, e non un semplice automa. L'ha poi mandata sotto copertura a Strixhaven, come abbiamo visto in Lorwyn Eclipsed, per spiare in vista dei suoi piani. Il problema è che Tam, proprio perché reale e non automa, ha iniziato a stringere amicizie vere durante quella missione, e a farsi delle idee proprie, fino ad arrivare a una conclusione scomoda: forse cancellare l'intera realtà non è una buona idea.
Lo confermano diverse carte del set: Protege's Awakening, contrassegnata come Story Spotlight, rivela nel suo testo il nome completo della protetta, Tamira, in un dialogo diretto con Jace, mentre Tam's Resistance racconta in poche parole il momento in cui Vraska decide di fidarsi di lei.