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Waymo, al debutto i robotaxi su base Zeekr: costano la metà
L’entrata in servizio del modello Ojai a San Diego e Denver segna una svolta strategica che porterà alla progressiva sostituzione della flotta su base Jaguar I-Pace.
Waymo ha esteso ufficialmente i propri servizi di ride-hailing senza conducente alle città di Denver, San Diego e Tampa, portando a 14 il totale delle metropoli americane servite dal colosso tecnologico. Ma la vera novità di questa nuova fase di espansione è il debutto operativo – dopo anni di sviluppo – di Ojai, l’inedito robotaxi realizzato in collaborazione con il costruttore cinese Zeekr. Nelle città di Denver e San Diego, in particolare, la flotta è costituita unicamente da veicoli basati su questa nuova piattaforma elettrica, destinata a sostituire progressivamente le Jaguar I-Pace attualmente in uso.
Prodotto nello stabilimento di Ningbo in Cina e identificato internamente con la sigla CM1e, il nuovo veicolo nasce sulla piattaforma SEA-M di Geely. L’Ojai è stato progettato fin dall’origine per la fruizione condivisa: lungo 4,64 metri con un passo di ben 3 metri, presenta un abitacolo ad accessibilità facilitata grazie a porte scorrevoli contrapposte e all’assenza del montante B. L’abitacolo offre spazio per quattro passeggeri, escludendo il posto di guida che non è utilizzabile dai clienti ma è ancora presente (a differenza del Tesla Cybercab). Sotto il profilo meccanico, il veicolo è equipaggiato con un motore posteriore da 200 kW (268 CV) e 342 Nm di coppia, alimentato da una batteria da 93 kWh con raffreddamento a liquido. Per la massima sicurezza operativa, la piattaforma integra sistemi ridondanti steer-by-wire e brake-by-wire, con un approccio opposto a quello di Tesla che invece si affida unicamente alle telecamere.
Il nuovo robotaxi Zeekr viene spedito dalla Cina come telaio meccanico incompleto (“rolling glider"), privo di sensori ed elaboratori connessi. L’implementazione del sistema autonomo avviene invece a Mesa, in Arizona, dove Waymo e il partner Magna installano il pacchetto hardware di sesta generazione. Il nuovo veicolo impiega quattro LiDAR, sei radar e 13 telecamere esterne da 17 megapixel, riducendo la complessità hardware rispetto ai 29 sensori video della precedente Jaguar. Per affrontare climi rigidi come quello di Denver, l’Ojai adotta coperture riscaldate e dieci mini-tergicristalli da meno di 76 mm per pulire i sensori da neve e ghiaccio.
Sebbene i dazi e le tariffe doganali portino il costo d’importazione del solo telaio tra 78.000 e 86.500 dollari, il costo finale del veicolo completo con tecnologia Waymo si attesta attorno ai 103.000-110.000 dollari, quasi la metà rispetto ai 200.000 dollari stimati per la vecchia I-Pace. Oltre 3.200 telai sono già arrivati negli USA, con circa 300 esemplari attualmente operativi su strada e altri 2.900 in fase di allestimento o calibrazione. Con una flotta complessiva di oltre 4.000 veicoli e più di 500.000 corse autonome a settimana, Waymo punta ora al traguardo di un milione di viaggi settimanali entro la fine del 2026.