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ChatGPT vuole leggere le tue email per scrivere come te e non è per nulla inquietante
Immaginate di chiedere a ChatGPT di scrivere un'email e ricevere qualcosa che suona davvero come voi, non come il solito testo da manuale. OpenAI ci sta lavorando, e l'approccio scelto è più ambizioso di quanto sembri: invece di chiedervi di incollare esempi nella chat ogni volta, il sistema vuole attingere direttamente alle vostre app.
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Si chiama Writing Style ed è attualmente in fase di test su un gruppo ristretto di utenti. Lo ha riportato BleepingComputer, che ha ottenuto uno screenshot della schermata di onboarding: il messaggio è diretto, "ChatGPT scriverà con la tua voce facendo riferimento a esempi dalle tue app collegate".
Le app supportate, almeno in questa fase, sono Slack per la messaggistica, Google Drive e Notion per i documenti, e Gmail per le email. La logica è semplice: ognuno di noi scrive in modo diverso a seconda del contesto, più formale in un'email di lavoro, più diretto in un messaggio su Slack. Collegando queste fonti, ChatGPT avrebbe accesso a un campione ampio e variegato del vostro modo di comunicare, senza che dobbiate fare nulla di manuale.
Non è la prima volta che un'AI ci prova: Anthropic aveva già lanciato una funzione simile chiamata Styles, che permetteva di caricare o incollare esempi di testo per creare uno stile personalizzato. La differenza è che OpenAI vuole collegare direttamente i servizi invece di affidarsi a campioni caricati a mano, il che potenzialmente significa un profilo stilistico molto più ricco e aggiornato.
OpenAI ha confermato di stare testando Writing Style, ma non ha comunicato quando la funzione arriverà a tutti gli utenti.
Vale la pena sottolineare l'elefante nella stanza: stiamo parlando di dare a ChatGPT accesso ai nostri messaggi privati, email e documenti. Quanto ci fidiamo di OpenAI con questi dati? È una domanda a cui ognuno deve rispondere da solo, ma è bene tenerla presente prima di collegare tutto entusiasti. La comodità ha quasi sempre un prezzo in termini di privacy, e questa funzione non fa eccezione.
E in tutto ciò non staremo nemmeno a sottlineare quanto queste IA che possono sempre più sostituirsi a noi stessi stiano diventando inquietanti e pericolose.