// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
GPT-5.6 in anteprima limitata, il governo approverà l’accesso
L’amministrazione Trump ha chiesto a OpenAI di scaglionare il rilascio di GPT-5.6, il prossimo modello di punta dell’azienda. Sam Altman lo ha appena comunicato ai dipendenti durante un Q&A aziendale. GPT-5.6 uscirà in anteprima limitata, accessibile solo a un piccolo gruppo di clienti enterprise. E sarà il governo stesso ad approvare l’accesso caso per caso.
Stranamente, Anthropic non ha ricevuto lo stesso trattamento “morbido”. L’amministrazione Trump non ha chiesto di dilazionare il rilascio, ma ha ordinato di ritirare Fable 5 e Mythos 5 completamente, con un ultimatum che vietava l’accesso a “cittadini stranieri,” inclusi i dipendenti non americani di Anthropic. L’azienda ha dovuto ritirare entrambi i modelli di punto in bianco.
I rischi di jailbreak valgono per entrambi i modelli, eppure solo Anthropic ha ricevuto lo stop totale. Va detto che l’azienda dei fratelli Amodei non ha mai avuto rapporti particolarmente distesi con l’amministrazione Trump. OpenAI, invece, ha saputo oliare meglio gli ingranaggi, tra donazioni per l’inaugurazione e cene di Sam Altman con funzionari dell’amministrazione.
L’amministrazione Trump aveva promesso un approccio favorevole all’innovazione, sintetizzato nello slogan “la velocità vince“, insieme a un piano per accelerare l’esportazione delle tecnologie AI statunitensi. Nella pratica, però, le autorizzazioni sembrano essere valutate caso per caso, senza criteri pubblici e uniformi. Questo alimenta il dubbio che a fare la differenza non sia soltanto il livello di rischio del modello, ma anche il rapporto tra le aziende e l’amministrazione.
Se l’accesso a GPT-5.6 viene deciso individualmente, la questione non riguarda solo OpenAI. Chi stabilisce le regole? Su quali parametri? Quanto è trasparente il processo? E soprattutto, cosa accadrà quando cambierà l’amministrazione e cambieranno anche le priorità politiche?