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Netanyahu contrattacca: 'Sul 7 ottobre bugie della sinistra, querelo Haaretz'
In piena campagna elettorale, in un Israele spaccato tra pro e anti-Netanyahu, il primo ministro passa al contrattacco sull'inchiesta di Haaretz, secondo cui sarebbe stato avvertito dagli Emirati Arabi, almeno dieci giorni prima del 7 ottobre 2023, che Hamas stava preparando un attacco su vasta scala. Netanyahu è tornato a smentire la ricostruzione, già bollata come "una menzogna", e ha annunciato una querela nei confronti dello storico giornale di sinistra e di Shlomi Eldar, l'autore del libro da cui è tratto l'articolo. L'accusa al premier - non del tutto nuova - di non aver impedito la strage di Hamas e la presa degli ostaggi gli piomba addosso mentre si trova ad affrontare anche un isolamento internazionale reso evidente dalla decisione del Regno Unito, e di altri 11 Paesi, di sanzionare il commercio con le colonie israeliane in Cisgiordania: decisione apprezzata da otto Paesi arabi e musulmani - tra cui la Turchia già ai ferri corti con Israele - e di fatto non ostacolata dagli Stati Uniti di Donald Trump.
In un post su X Netanyahu ha affermato che un'eventuale telefonata con l'emiratino Mohammed bin Zayed tra settembre 2023 e il 7 ottobre avrebbe lasciato una documentazione inequivocabile, di cui però - ha precisato il premier - il suo ufficio non ha trovato traccia. Il primo ministro ha inoltre accusato Eldar di aver "mentito anche quando ha detto che l'Egitto aveva avvertito di un possibile attacco, affermazione già smentita all'inizio della guerra". "Si tratta di una perfida macchinazione con evidente tempismo politico, come parte della campagna elettorale della sinistra", ha quindi insistito Netanayhu, avvertendo il pubblico che prima del voto del 27 ottobre "ci saranno altre false accuse come questa". Il primo ministro ha poi puntato il dito contro l'ex capo dello Shin Bet, Ronen Bar, e l'allora capo di stato maggiore delle Forze israeliane, Herzi Halevi: "Hanno visto tutti i segnali indicatori molte ore prima dell'inizio dell'attacco. Se invece di temere un'escalation avessero ordinato all'Idf, allo Shin Bet e alle unità di pronto intervento di prevenire il colpo, e se mi avessero aggiornato in tempo, sarebbe stato possibile prevenire l'orribile massacro", ha affermato Netanyahu che da giorni tenta di schivare anche le accuse di aver reagito con troppa lentezza la mattina del 7 ottobre, arrivando a pubblicare la scorsa settimana la sua agenda dettagliata, con tanto di orari, telefonate e spostamenti di quel giorno. Il suo partito, il Likud, ha inoltre chiesto un'indagine penale contro Haaretz tacciando l'articolo come "uno sfacciato intervento straniero nelle elezioni di Israele" dopo che "è emerso che dietro la notizia falsa c'è il palestinese Mohammad Dahlan", che risiede negli Emirati e che "ha formato una lista comune con Hamas per le elezioni nell'Anp. E' interessato ad abbattere il governo di destra di Netanyahu perché sogna di prendere il controllo della Striscia di Gaza. Per farlo - attacca il Likud -, ha bisogno di un governo di sinistra debole". Allo stesso tempo, secondo Axios emerge anche che Trump - sempre più frustato dalla politica dell'alleato Bibi in Cisgiordania e dall'espansione degli insediamenti ebraici nei territori palestinesi - non avrebbe nemmeno cercato di far cambiare idea al premier britannico Andy Burnham che lo informava delle imminenti sanzioni contro i coloni. Nel tentativo di dirottare l'attenzione e rassicurare i suoi elettori, Netanyahu ha visitato le truppe israeliane in Siria, annunciando - ancora una volta - che l'obiettivo di "abbattere il regime del terrore in Iran è molto vicino, finirà per crollare". E insieme al ministro della Difesa Israel Katz ha promesso che l'esercito israeliano resterà nella "zona di sicurezza sul Monte Hermon", occupata dalla caduta di Bashar al Assad nel 2024 per arginare "i jihadisti": "Non ci muoveremo da qui".
Netanyahu contrattacca: 'Sul 7 ottobre bugie della sinistra, querelo Haaretz'
ROMA,
09 settembre