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Impresoft acquisisce Addiction Digital Pioneers e rafforza l'offerta MarTech
Impresoft ha acquisito il 100% di Addiction Digital Pioneers, società di Reggio Emilia attiva nello sviluppo software, nella trasformazione digitale e nella gestione dei dati di prodotto. L'operazione porta nel gruppo nuove competenze nei comparti Product Information Management, Digital Asset Management e Configure Price Quote, tre aree centrali per le imprese che devono organizzare cataloghi complessi, contenuti digitali e processi commerciali. Il valore economico dell'accordo non è stato reso noto.
Fondata nel 2006, Addiction Digital Pioneers lavora soprattutto con aziende manifatturiere e industriali dell'Emilia-Romagna e della Lombardia. La sua integrazione amplia la presenza territoriale di Impresoft in due dei principali distretti produttivi italiani e rafforza un'offerta rivolta in larga parte al Made in Italy. Il gruppo indica infatti che circa il 60% della propria clientela opera nel manifatturiero e un ulteriore 15% nel retail.
Il principale contributo tecnologico di Addiction è rappresentato da tre piattaforme proprietarie. La soluzione PIM centralizza e distribuisce le informazioni di prodotto sui diversi canali; quella DAM organizza immagini, video e documenti per assicurarne coerenza e riutilizzo; il sistema CPQ aiuta invece a configurare offerte complesse, definire prezzi e generare preventivi. Questi strumenti si affiancheranno ai sistemi CRM ed e-commerce già presenti nel portafoglio Impresoft, con l'obiettivo di costruire servizi più completi per i clienti enterprise.
L'acquisizione arriva in una fase di forte espansione per Impresoft. Dal 2022 il gruppo dichiara di avere triplicato i ricavi, oggi prossimi ai 200 milioni di euro, attraverso crescita organica e 19 acquisizioni, con un tasso medio annuo composto di circa il 30%. La società, controllata da Clessidra Private Equity SGR, conta circa 1.500 dipendenti e 5.000 clienti. Il percorso punta a integrare software proprietario, servizi IT e automazione in una proposta rivolta alla digitalizzazione dei processi aziendali.
Un altro elemento dell'operazione riguarda l'intelligenza artificiale. Impresoft ha lanciato Amaltia, presentato come un sistema operativo per governare l'adozione dell'AI nelle organizzazioni, e intende portare progressivamente le proprie soluzioni verso un modello “AI native”. La scelta è coerente con la strategia sull'intelligenza artificiale e sullo sviluppo di competenze interne descritta dal gruppo nei mesi scorsi. Le tecnologie di Addiction dovrebbero fornire una base dati più strutturata per applicazioni rivolte a marketing, commercio e processi industriali.
Anche i dati economici di Addiction hanno un ruolo nella logica industriale dell'accordo. Nel quinquennio 2021-2025 la società ha registrato un CAGR dei ricavi del 10% e un margine EBITDA vicino al 20%, secondo i dati comunicati dalle aziende. Per Impresoft si tratta quindi non soltanto di aggiungere prodotti e competenze, ma di integrare una realtà con un modello già consolidato e una base clienti complementare.
Daniele Davoli, CEO e fondatore di Addiction Digital Pioneers, ha spiegato che in vent'anni l'azienda ha sviluppato prodotti fondamentali per la trasformazione digitale del manifatturiero. L'ingresso in Impresoft, ha aggiunto, apre una nuova fase di espansione per le soluzioni e per il team, con la possibilità di affrontare insieme le evoluzioni tecnologiche più recenti.
Alessandro Geraldi, Group CEO di Impresoft, definisce invece l'acquisizione un passaggio che amplia e integra l'offerta MarTech del gruppo. La priorità dichiarata resta il consolidamento nei settori manifatturiero e retail, sfruttando le sinergie tra le rispettive basi clienti e accelerando l'evoluzione delle soluzioni verso l'AI. L'operazione rafforza così il posizionamento di Impresoft come fornitore end-to-end, dalla gestione dei processi aziendali fino ai dati di prodotto e agli asset digitali.
L'accordo conferma infine il ricorso alle acquisizioni come leva di crescita e specializzazione. I