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GTA 6 Online resta top secret: ma qualcosa è trapelato
Un tribunale del lavoro di Edimburgo è diventato, forse suo malgrado, la fonte più autorevole di indiscrezioni sul futuro comparto multiplayer di GTA 6. Nel corso di una causa per licenziamento intentata da 31 ex dipendenti di Rockstar Games, è emerso un documento che getta luce su quanto la società sviluppatrice consideri blindata ogni informazione relativa al gioco più atteso dell'industria videoludica.
Il caso riguarda un gruppo di lavoratori licenziati che ora contesta la decisione dell'azienda davanti ai giudici scozzesi. Tra le carte depositate per il procedimento, Rockstar ha rivelato che alcuni membri del suo staff avevano discusso, su un server Discord privato, di una possibile modalità online per 32 giocatori legata a un progetto riservato. Il dettaglio, sfuggito quasi per caso durante un contenzioso legale, rappresenta una delle prime indicazioni concrete su come potrebbe strutturarsi la componente multigiocatore del gioco.
È bene chiarire che la documentazione non conferma in modo definitivo che GTA 6 Online sarà limitato a un massimo di 32 partecipanti al lancio. Il testo si limita a raccontare che tale formato era oggetto di discussione interna in un momento in cui la riservatezza attorno al progetto era massima. Secondo quanto riportato, uno dei dipendenti avrebbe definito la conversazione avvenuta sulla piattaforma di messaggistica come "estremamente preoccupante", proprio per la delicatezza delle informazioni condivise.
Rockstar non ha usato mezzi termini per descrivere il livello di segretezza che circonda i dettagli di gameplay del titolo: nella dichiarazione presentata al tribunale, l'azienda ha paragonato la protezione dei propri segreti a quella che Apple riserva ai nuovi iPhone o che Coca-Cola applica alla sua celebre formula. Un paragone che rende bene l'idea di quanto la casa produttrice consideri strategiche queste informazioni, in un settore dove ogni anticipazione può alterare le aspettative del pubblico e, di conseguenza, le strategie di marketing.
Le misure di sicurezza interne descritte nel documento appaiono particolarmente rigorose. Ogni visitatore che accede agli uffici deve firmare accordi di non divulgazione, i collaboratori esterni vengono scortati da personale di sicurezza e il lavoro da remoto è sottoposto a restrizioni severe. Vietato scattare fotografie negli ambienti di lavoro, così come collegare dispositivi personali — smartphone, tablet o computer portatili — ai sistemi informatici dell'azienda. Anche le chiavette USB e altri dispositivi di archiviazione esterna risultano banditi dagli uffici.
Per vigilare su eventuali fughe di notizie, secondo quanto emerso, Rockstar avrebbe assunto cinque investigatori a tempo pieno più un direttore dedicato esclusivamente a questo compito. La società avrebbe inoltre installato pellicole oscuranti sulle finestre dei propri uffici dopo che, secondo alcune segnalazioni, dei drone sarebbero stati utilizzati per fotografare gli interni degli edifici dall'esterno.
Il riferimento più importante contenuto nella documentazione riguarda però il grave data breach del 2022, quando un attacco di phishing riuscì a garantire a un hacker l'accesso al computer di un dipendente e ai canali Slack interni dell'azienda, portando alla diffusione online di un'enorme quantità di materiale riservato relativo allo sviluppo del gioco. Da allora, Rockstar ha dovuto affrontare numerose altre fughe di notizie. In precedenza l'azienda aveva già fatto sapere di aver licenziato un dipendente sospettato di aver condiviso informazioni successivamente pubblicate dal noto leaker GameRoll, contribuendo così a dare credibilità a diverse anticipazioni sul gameplay circolate online.
Tra le rivelazioni attribuite a GameRoll figuravano dettagli su centri commerciali visitabili, sistemi di stoccaggio delle armi nei veicoli e una struttura narrativa divisa in cinque capitoli. Ulteriori informazioni definite "top secret" sono poi emerse proprio da altri documenti giudiziari legati a R