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IGN Retro: Bay Route
Una cosa che ho sempre apprezzato di SEGA è la sua attitudine da apripista: una compagnia che in sala giochi i trend li lancia e non li subisce, come emerge dalle sue numerosissime produzioni degli anni '80 e '90. Questo non significa che fosse impermeabile alle tendenze, per carità: di tanto in tanto anche lei ha provato a rincorrere il successo di questo o quel gioco, come accaduto con Quartet, lanciato sulla scia di Gauntlet (con le dovute differenze). Una situazione simile si ripete alla fine degli anni '80, quando Konami gongola dopo aver pubblicato l'apprezzatissimo Contra e SEGA decide di provare a mangiare una fetta della gustosa torta dei run and gun lanciando in sala giochi la propria interpretazione del tema "due soldati saltellanti armati fino ai denti contro minacciose forze aliene"; per farlo, si affida per lo sviluppo a un ottimo partner, ovvero Sunsoft. Nasce così nel 1989 Bay Route, un titolo che vale decisamente la pena ricordare.
Innanzitutto, se bisogna rincorrere un po' Konami tanto vale farlo anche per i dettagli, di conseguenza se l'altra software lancia un gioco come Rush'n Attack (da noi Green Beret, ricordate?) nascondendo nel titolo il gioco di parole "Russian Attack", ecco che il titolo di SEGA/Sunsoft si presenta con la più inquietante assonanza Bay Route - Beirut, quasi a voler poco delicatamente richiamare la guerra in Libano in corso in quegli anni. Buon gusto a parte, il gioco vede una coppia di abili soldati fronteggiare una non meglio specificata minaccia composta da un esercito nemico che collabora con forze evidentemente non di questo pianeta. I due anonimi commando - un uomo per il giocatore 1 e una donna per il giocatore 2, dalle abilità identiche - sono inviati nella zona di guerra a seguito della richiesta di aiuto di un misterioso ostaggio di nome Alex (che poi si rivela essere una ragazza).
Quanto basta per lanciare la coppia in un'avventura lunga sette convulsi livelli zeppi di cose da distruggere e che ci sparano addosso continuamente. Per fortuna Pino e Pina (scusate, ma in qualche modo devo chiamarli) non sono partiti a mani nude e portano con loro non una ma ben quattro letali armi sempre utilizzabili, proprio come avviene nel precedente Ninja Spirit di IREM, alternabili fra loro in qualsiasi momento. In dettaglio abbiamo mitragliatore, lanciagranate, lanciafiamme e un pratico cannone a frammentazione. Con un pulsante possiamo cambiare rapidamente l’arma in uso, adattandoci alle diverse situazioni: su questo elemento sono state edificate diverse sezioni che richiedono un minimo di tattica.
Volendosi chiaramente ispirare a Contra, il team di sviluppo capitanato da Kiharu Yoshida aggiunge inoltre l'abilità di sparare in diverse direzioni, utilizzabile anche in salto. A differenza del gioco di Konami, invece, in Bay Route non perdiamo una vita al contatto con un singolo proiettile o nemico: i nostri eroi possiedono infatti tre punti di energia e, solo quando si esauriscono per i troppi colpi subiti, viene sottratta una preziosa vita. Non mancano ovviamente i potenziamenti: stavolta raccogliendo capsule luccicanti non andiamo a ottenere armi aggiuntive, bensì miglioriamo quella attualmente in uso, esattamente come nel succitato Ninja Spirit. Tutto questo è gestito da un sistema di controllo a tre tasti (sparo, salto e selezione delle armi) davvero ben implementato e molto reattivo.
Pur presentandosi chiaramente come ispirato al gioco di Konami, Bay Route non perde tempo a dimostrare un carattere tutto suo. Innanzitutto, le forze nemiche hanno una loro coerenza abbastanza interessante in termini di uniformi e mezzi da combattimento, senza esagerare con cose un po' troppo aliene: l'idea di trovarsi nel bel mezzo di una guerra contro nemici tecnologicamente avanzati è resa molto bene. Inoltre, come in Contra, le minacce sono equamente distribuite tra forze nemiche e strutture di vario genere che agiscono contro il giocatore: a torrette e postazioni militari si affiancano dunque fabb