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Ricerca Bocconi, con Strade Sicure i militari presidiano ma con poteri limitati
Il modello attuale dell'operazione Strade Sicure presenta "quattro forme di disallineamento": la "missione eccezionale è divenuta permanente, ma il suo assetto continua a essere giustificato attraverso rinnovi anziché da una legge organica che definisca finalità, criteri di uscita e valutazione". Il personale inoltre "può pattugliare e assistere a eventi criminali, ma non dispone sempre degli strumenti giuridici per completare il primo ciclo dell'intervento". "Il valore della presenza è spesso misurato in unità schierate, controlli o siti presidiati" e, infine, "ogni turno urbano sottrae tempo a preparazione, addestramento e recupero in una fase in cui la difesa collettiva richiede maggiore prontezza". È quanto emerge dallo studio del centro di ricerca e formazione strategica Shield della Sda Università Bocconi, dedicato alla sicurezza nazionale e in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Azienda Pubblica, di cui l'ANSA ha un'anticipazione.
Secondo la ricerca, l'operazione Strade Sicure potrebbe assumere più efficacia con una "maggiore copertura del territorio nazionale" e un "aumento degli organici", ma anche "rendendo più dinamico il dispositivo: meno presìdi statici non indispensabili e più pattugliamenti concentrati nelle micro aree e nelle fasce orarie a maggiore domanda di sicurezza". Il modello proposto prevede inoltre, per personale selezionato e appositamente formato, "funzioni di polizia giudiziaria ad acta, circoscritte alla flagranza e agli atti urgenti, senza attribuire ai militari competenze investigative generali".
Ricerca Bocconi, con Strade Sicure i militari presidiano ma con poteri limitati
ROMA,
14 settembre 2026, 16:08
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